L’Italia deficiente che sfregia Falcone e Borsellino

A Milano, a due passi dalla zona della movida dei Navigli, deturpato il murale che raffigura i due magistrati simbolo dell’antimafia. E il paradosso che rende l’atto ancora più grave è che forse la mafia stavolta non c’entra…

L’Italia deficiente. Quella che con la bomboletta spray disegna la sua faccia più squallida. Lo sfregio al murale di Milano su Falcone e Borsellino da un lato ci consola perché ci fa comprendere come i cretini esistano ad ogni latitudine del nostro Paese e fanno il paio con quei colleghi di minchionaggine che inneggiavano a Totò Riina. Ma, se ci è consentito, più balordi quelli di Milano perché almeno a Palermo i seguaci del “capo dei capi” qualcosa hanno rischiato e uno scopo l’avevano: sottolineare la loro fedeltà al padre padrone di Cosa nostra.

Invece questi decerebrati finti dissacratori cosa hanno voluto dimostrare all’Italia intera? Che a Porta Ticinese, in una delle zone più frequentate di Milano, a due passi dalla movida dei Navigli, sia possibile impunemente armarsi di bambolette e fottere l’immagine di un’intera nazione? Complimenti vivissimi. Perché questo non è un semplice atto vandalico, c’è stato bisogno di una preparazione, di un vero e proprio commando perché troppo alto il rischio di essere scoperti. Ci attendiamo una risposta che non ammette ritardi e approssimazione da parte della Questura di Milano e di tutte le Forze dell’Ordine impegnate in una città che deve scoprire il volto di questi deficienti e mostrarli al mondo intero. Un’azione di dignità e di civiltà che ogni italiano deve pretendere perché, specie di questi tempi, con i simboli della legalità non è lecito scherzare.

Un atto di vandalismo che colpisce ancora una volta la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A Milano, sul muro di Porta Ticinese, in zona Navigli, è stato sfregiato il murale dedicato ai due giudici. Ecco apparire nella mano di Falcone una pistola puntata alla tempia di Borsellino, con tanto di sangue che esce dalla parte opposta.

Il murale è stato realizzato nel 2013 dal writer siciliano Tunus. Tra i primi a fare un foto all’opera sfregiata è stato Alvise Salerno, Radio Producer presso R101, che ha commentato sulla propria pagina Facebook: “È successa una cosa orrenda. Il murales di Falcone e Borsellino, in corso di Porta Ticinese a Milano, è stato vandalizzato. Qualche idiota ha deciso di disegnare una pistola rossa sulla mano di Falcone, che spara in fronte a Borsellino. Un simbolo, un segno di libertà e giustizia, massacrato brutalmente dalla mancanza di cervello di una testa di cazzo. Milano, l’Italia intera, non può accettare questi gesti. Dietro un gesto, tanto stupido quanto schifoso, si può nascondere qualcosa di ancora più tragico. Falcone e Borsellino, oggi, sono morti una seconda volta. A ucciderli, sia fisicamente in passato che iconograficamente, dei decerebrati ignoranti di cui, purtroppo, non ci libereremo mai”.

Lo scorso luglio a Palermo, all’interno della scuola Giovanni Falcone allo Zen era stata decapitata la statua del giudice.

È successa una cosa orrenda.Il murales di Falcone e Borsellino, in corso di Porta Ticinese a Milano, è stato…

Pubblicato da Alvise Salerno su domenica 11 febbraio 2018

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