“Riempiamo di libri la biblioteca di Villa delle Ginestre”: grande riscontro per l’appello sui social

Ha avuto una forte eco sui social e non solo l’appello lanciato dalla giornalista Antonella Folgheretti, vice presidente dell’associazione Sotto lo stesso sole, per riempire la biblioteca posta all’interno della palestra per la riabilitazione neurologica di Villa delle Ginestre. Un piccolo armadietto con pochissimi libri che potrebbe presto essere colmo visto la risonanza mediatica che ha avuto la richiesta.

Egregi,
A Palermo esiste una struttura ospedaliera denominata Villa delle Ginestre, Centro Regionale per la diagnosi, riabilitazione e il reinserimento della persona con lesione midollare. 
In una delle sale adibite a palestra per la riabilitazione neurologica c’è un armadietto. Sopra, c’è una scritta. Biblioteca. Dentro, pochi libri. La palestra è fruita quotidianamente dalle 8.30 alle 19, con un flusso ininterrotto di pazienti, per lo più paraplegici. Io, affetta da sclerosi multipla e sulla sedia a rotelle, sono una di loro. 
Quella scritta, e quell’armadietto con i libri, mi spingono a lanciarVi un appello, che nasce da un forte senso di gratitudine per chi, tra i fisioterapisti, conscio dell’importanza di stimolare una persona con disabilità a godere di ogni possibile aspetto della vita, ha creato questo piccolo angolo, che è un inno alla lettura come riabilitazione della mente. E infatti la lettura è un trattamento riabilitativo e un valido supporto nella monotonia della quotidianità. 
Ecco perché, con questa lettera, Vi invito a donare libri al Presidio ospedaliero Villa delle Ginestre reparto di fisioterapia via Castellana 145 cap 90135 per far crescere quel piccolo cantuccio a disposizione di chi, neuroleso e medulloleso, lo frequenta con una certa familiarità. 
La cultura non si semina a parole, ma con piccoli impegni e piccoli passi“.

All’appello hanno risposto privati cittadini, ma anche case editrici come la Navarra Editore, e gli autori Marco Pomar e Lidia Tilotta, che hanno offerto i loro libri. L’augurio è quello non solo di riempire la biblioteca, ma di dover prendere un altro armadietto.