E arriva lei che è come il Bolero di Ravel

E arriva il giorno in cui capisci che tutto quello che è successo prima altro non era che una prova generale. Ed è un bel giorno, è come se mettessi gli occhiali per la prima volta dopo tanti giorni di miopia. Vedi i colori e le sfumature, i contorni sono più netti, percepisci la profondità che prima mancava. L’amore ti balla davanti e per la prima volta tu ne assecondi i passi. Anzi lo cingi e ti scateni in un tango appassionato, nel rock&roll che hai sempre sognato, in quel valzer che è armonia e intesa. L’amore che vedi con le tue lenti speciali ha una trama originale e sconosciuta, sfogli le pagine giorno dopo giorno e ti sorprende sempre.

Ma di chi era la vita di prima, chi era quello di prima schiacciato dalla noia che amava il divano e si nutriva delle storie dei libri…

E arriva il momento che irrompe lei, col suo ventaglio rosso, a segnalare che sarà tutto diverso. È un animale raro quello che ti fa scrutare le strade con i suoi occhi e scoprire angoli inesplorati. È il Bolero di Ravel, che quando lo ascolti ti sembra di non potere fare a meno della nota successiva perché è quella che completa la frase precedente. In questo crescendo capisci che poco alla volta le hai consegnato la tua vita e questa è una notizia perché un pezzetto di te lo hai sempre tenuto nascosto dentro quel cassetto di cui ha pure perso la chiave.

Cerchi il suo sguardo anche quando non c’è, vuoi il suo pensiero per rendere robusto il tuo, dimentichi la pratica dell’onanismo di cui sei sempre stato un gran campione. Condividi, finalmente. La vita. E metti punto.

E poi c’è il sesso. Te lo porti scritto in fronte che è un uragano. Non potrebbe essere diversamente, ma queste sono cose di cui non è semplice parlare, lo impedisce l’etica dell’intimità che non bisogna mai scambiare per pudore. Quest’ultimo inibisce, mentre l’altra è sinonimo di complicità e guai ad essere in più di due a custodire i segreti della chimica che trasformano un normalissimo amplesso in una maestosa scopata.

Fermati tempo, è il gioco che faccio con lei, rubare i momenti più belli alla vita e tenerceli per noi, fissati nella mente. Una collezione di istantanee che nessuno potrà mai vedere.

Carissima Anna, ti mando l’incipit del mio nuovo romanzo. È l’ultimo che scriverò, una storia d’amore, come vedo io l’amore, come vorrei che fosse. È la storia di un uomo e di una donna che hanno saputo non accontentarsi e che vogliono disfarsi del bagaglio pesante con cui viaggiano, senza perdere i capitoli già vissuti ma senza farsi condizionare da essi. Due coraggiosi che si sono messi in testa di essere l’eccezione alla statistica e non hanno paura della parola utopia. Sono appena al primo capitolo, ma promette bene. Con affetto e stima.

Jose Marano

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