Prima del Tamerlano di Lo Cascio al Biondo: un condottiero corroso dalla bramosia

C’è l’ossessione per il potere, ma c’è anche la riflessione umana, i dubbi sul proprio agire e la corrosione dell’animo portata dalla morte che aleggia perennemente intorno a lui, nel Tamerlano diretto da Luigi Lo Cascio e interpretato magistralmente da Vincenzo Pirrotta. E non mancano i momenti in cui l’introspezione personale lascia lo spazio alla riflessione generale, sociale: sulla guerra, sull’amore, sul conflitto tra sentimento per l’amato e quello per la famiglia.

La prima del lavoro di Christopher Marlowe, andata in scena ieri al Teatro Biondo, ha tenuto il pubblico attento per più di tre ore. La bramosia di potere del protagonista, leggendario condottiero turco-mongolo vissuto nel XIV secolo, viene mitigata, nell’interpretazione di Lo Cascio, da un’umanità che riaffiora e corrode Tamerlano durante il percorso che, nelle intenzioni, dovrebbe portarlo a conquistare il mondo. Le vittime del suo delirio di onnipotenza cadono a una a una sconfitte, che siano imperatori nemici, amate o addirittura figli, magistralmente interpretati da Tamara BalducciGigi BorrusoLorena CacciatoreGiovanni CalcagnoParide CicirelloMarcello MontaltoSalvatore RagusaFabrizio Romano.

Repliche fino al 18 febbraio.

(Foto di Rosellina Garbo)