Tetti agli stipendi dell’Ars, Scimè scrive a don Scordato: “Non faccia processi”

Botta e risposta tra Fabrizio Scimè, segretario generale dell’Ars, e padre Cosimo Scordato, che qualche tempo fa ha scritto al presidente dell’Assamblea regionale Gianfranco Miccichè a proposito degli stipendi d’oro dei dipendenti della Regione.

Stiamo cercando di introdurre limiti stipendiali a contratti in corso preoccupandoci – scrive Scimè in una lettera indirizzata a don Scordato – di contemperare le esigenze di solidarietà e contenimento della spesa con i diritti dei lavoratori”. Il segretario generale dell’Ars parlerebbe inoltre di “pubblico processo condotto a mezzo stampa, una specie di mediatico autodafé”, in cui gli uffici dell’Ars risultano “colpevoli di non fare mai abbastanza”. Da qui l’invito a una maggiore cautela nell’affrontare l’argomento, nonostante la comprensione del “motivo per cui lei – scrive Scimè a don Scordato – ha deciso di dedicare la sua attenzione alla vicenda che riguarda gli stipendi dei dipendenti dell’Assemblea”.

Ma Cosimo Scordato sembra non demordere: “Non si può restare in silenzio di fronte a tutto questo. È scandaloso – dice – se pensiamo che siamo la regione più povera d’Europa. E loro pensano solo a salvaguardare i loro stipendi… Una vergogna”. E aggiunge ancora: “Insomma ma questi signori da che parte stanno? Basta con questi giochetti”.