“Noi partigiani, siamo quello che in Matrix è chiamato l’errore di sistema”

“Sono contento che personalità del livello di Letizia Battaglia aderiscano al partito democratico, ma quello che penso di Leoluca Orlando è noto”. Antonio Rubino non ci gira attorno. Dice che i partigiani del Pd non hanno una guida, sono quasi autogestiti. Eppure il nome del movimento interno al Pd che guarda già alla resa dei conti nel post elezioni è praticamente assimilabile al suo, nell’immaginario collettivo.

Cosa pensa di Orlando è noto, ma cosa pensa del suo ingresso in casa dem?
“La sua non è l’adesione a un partito e a un percorso politico, la sua è un’adesione di scambio
ha ottenuto il seggio per una persona a lui vicina. Sarebbe stato più corretto dire la verità, invece è stata raccontata la favola della lotta antipopulista. Sarebbe bastato dire che era un accordo per creare un nuovo asse di potere“.

Chi altri fa parte di questo nuovo asse?
“C’è anche Salvatore Cardinale. Che ha in testa un modello di Pd fuori dal Pd. Il suo è uno schema chiaro: fare incetta di ceto politico, per poi instaurare un rapporto di contrattazione costante col partito democratico”.

Un partito democratico che voi partigiani dem stentate a riconoscere.
“Guardi, basta leggere le ultime dichiarazioni di Luca Sammartino, secondo cui chi non è d’accordo, può accomodarsi alla porta. Nel partito democratico non è mai, e sottolineo mai, successo che un dirigente si permettesse di dire una cosa del genere. La verità è che da partito plurale vogliono farlo diventare un partito patronale”.

In questo clima i partigiani piacciono.
“Ci tengo intanto a sottolineare che i partigiani non sono né un’area del partito, né una sua corrente. E soprattutto non sono e non saranno strumento di nessuno. Sono un movimento che sta interpretando un sentimento largamente diffuso all’interno del partito, a cui stiamo cercando di dare voce. È partita quasi in sordina, ma sono già 180 i comitati che si sono costituiti”.

Il rischio, secondo Mirello Crisafulli, è che se ne vadano tutti.
“Io cosa voglia fare Crisafulli non lo so. L’obiettivo dei partigiani è chiaro: cambiare il partito, non cambiare partito”.

Ci sono margini per ricucire?
“Il Pd, siciliano e non solo, è stato una sorta di caminetto permanente, in cui le correnti hanno trovato la sintesi. Ci confronteremo con chi si vorrà confrontare con noi. Lo faremo senza problemi. Noi siamo quelli che nel film Matrix erano definiti l’errore di sistema“.

Alle scorse regionali il suo nome era in lista per la classica candidatura di servizio. Esisteva la prospettiva di una sua candidatura a queste politiche?
“Antonio Rubino è sempre stato un uomo di partito, il cui nome è stato tirato in ballo in tutti i momenti. A questo giro, come in futuro, avrei fatto e farò sempre quello che serve al partito, non a me”.

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