“La mia Palermo modello rambla”

Tommaso Dragotto, un imprenditore di successo e un sindaco mancato che spiega la città dei suoi sogni. Ecco come vorrebbe Mondello e via Libertà

“Non serve essere Capitale italiana della Cultura o ospitare Manifesta 12 per realizzare progetti importanti per la città di Palermo. La città ha bisogno di opere che restino per sempre, trainando il turismo negli anni a venire“. Ha la voglia di lasciare un segno indelebile nella sua regione e nella sua città, Tommaso Dragotto. Il presidente di Sicily by Car / Auto Europa, che nel 2012 si candidò a sindaco di Palermo, sogna di veder realizzati alcuni suoi progetti che ritiene possano dare un’ulteriore spinta al turismo siciliano. E, come si legge nella sua biografia, “ho sempre sostenuto che chi non sogna non ha futuro, sognare non significa rimanere a contemplare il sogno, sognare significa progettare”.

Seduto nel suo ufficio a Villagrazia di Carini, con la targa della prima auto che ha acquistato nel 1963, una Fiat 1300 amaranto, incorniciata dietro la sua poltrona che gli fa da portafortuna come la moneta numero 1 di Paperon de’ Paperoni, Dragotto ripensa a quello che vorrebbe realizzare per la città. “Ho un sogno che spero ancora si possa realizzare – racconta – ed è quello di vedere la rambla a Palermo, da piazza Croci fino al Teatro Politeama. Penso allo stile liberty che caratterizza via della Libertà, alla realizzazione di gazebo nello stesso stile in cui vendere libri ai turisti. Nel progetto c’è anche una fontana magica, come quella di Montjuïc che si trova in piazza di Spagna a Barcellona. E poi gli artisti di strada, i negozi… Sarebbe la rambla più bella del mondo, un’attrattiva anche per i giovani e gli studenti”.

A testimonianza di quanto sia legato a questo progetto, il plastico della rambla è ben visibile all’ingresso degli uffici. E, all’esterno, c’è anche una piccola fontana magica, che si muove sulle note del Nessun Dorma. “Qualcuno alle scorse elezioni ha copiato il mio progetto – racconta, con un riferimento a quanto presentato dal candidato sindaco del M5S, Ugo Forello, che la “sua” rambla la immaginava in via Emerico Amari – ma l’importante sarebbe realizzarla”.

Nel cuore di Tommaso Dragotto c’è anche una seconda idea: la pedonalizzazione della borgata marinara di Mondello. “Penso a un restauro e una riqualificazione dell’intera zona, con la pedonalizzazione delle strade. La nostra borgata marinara per posizione rispetto alla città non ha eguali in Italia. Mondello potrebbe diventare il polo attrattivo principale del turismo giovanile in Sicilia“.

Nel presente dell’imprenditore c’è la sponsorizzazione, oltre che del Palermo calcio, del Teatro Biondo e la collaborazione ai progetti dedicati ai bambini e ai ragazzi del Teatro Massimo, come il coro delle voci bianche. La sua azienda ha anche sponsorizzato il primo evento di Palermo capitale italiana della Cultura, la mostra Ricordi 3.0. Diaspore in terra di Sicilia, a Palazzo Sant’Elia dal 25 gennaio fino al prossimo 24 marzo, a cura di Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, dedicata alla shoah e alle tante tragedie dell’emigrazione e dell’oblio che agitano il mondo contemporaneo. E la Fondazione Tommaso Dragotto, che ha come obiettivo la promozione e valorizzazione della Sicilia attraverso attività culturali ed artistiche, ha organizzato la mostra Sicilia, il Grand Tour, al Palazzo Reale dal 20 ottobre 2017 al prossimo 28 febbraio, in cui erano esposte 400 acquerelli di Fabrice Moireau, il “pittore dei tetti di Parigi“.

Allo scorso Salone del Libro di Torino è stato presentato Sicilia, il Grand Tour, un volume dedicato alla mostra. Alla presentazione Tommaso Dragotto ha detto: “Questo libro è un modo per dire grazie alla mia terra”. Una terra che gli ha lasciato ancora due progetti, due sogni, incompiuti. E chissà se resteranno solo desideri.

Giusi Diana

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