Associazioni antimafia, ok Ars a maggiori risorse, ora serve via libera del governo

Le associazioni insorgono, l’Assemblea risponde, nei limiti delle proprie competenze. È stata approvata questa mattina in Assemblea Regionale una risoluzione che impegna il governo regionale a riformulare le modalità di ripartizione dei fondi a partire già dal 2018, ad aumentare le somme per le loro attività e a posticipare al 30 giugno la scadenza per la rendicontazione.

Ieri una rappresentanza di associazioni che un tempo attingevano ai contributi della ex Tabella H era intervenuta in audizione in commissione Cultura all’Assemblea, lamentando i tagli consistenti ai contributi (in alcuni casi è stato erogato soltanto il 20 per cento), ma chiedendo anche di rivedere i criteri di attribuzione dei fondi, tenendo conto anche dell’attività storica svolta da alcune associazioni, come il centro studi Pio La Torre, l’Arci Sicilia, l’Istituto Gramsci o le fondazioni Chinnici, Mandralisca, Costa.

Oggi l’approvazione della risoluzione nell’organismo parlamentare. Un atto formale, ma non sostanziale, dal momento in cui impegna il governo a provvedere, nel tentativo di aggiustare il tiro. Secondo il presidente della Commissione Cultura all’Assemblea, Luca Sammartino, sono stati “mantenuti gli impegni: abbiamo ascoltato i rappresentanti delle associazioni e dei centri culturali e antimafia, abbiamo raccolto le loro proposte e le loro richieste, che sono state inserite in una risoluzione approvata oggi. Adesso tocca al governo dare seguito a questo percorso”.

“Si tratta di associazioni, centri e fondazioni che da anni svolgono un ruolo importante nella promozione e conservazione del nostro patrimonio culturale e nell’analisi e conoscenza del fenomeno mafioso – aggiunge Sammartino – è giusto creare le condizioni per una programmazione pluriennale e, allo stesso tempo, monitorare e sostenere le iniziative di maggiore prestigio e rilevanza”.

Secondo il capogruppo dem, Giuseppe Lupo, si tratta di un primo passo “per potere garantire il proseguimento delle loro attività ed a prorogare al prossimo 30 giugno il termine per la rendicontazione delle attività svolte”. Ma anche Lupo precisa: “Ci aspettiamo che adesso il governo faccia la propria parte per dare seguito a quanto chiesto dalla commissione”.