Il Gran Cancelleri reticente e l’anomalia politica dell’Italia

Se fossimo in una condizione normale della vita politica della nostra Nazione, chi, come me non nasconde le proprie preferenze, dovrebbe scrivere o parlare del perché voterebbe questo o quel partito, del perché sceglierebbe di dare la preferenza a questo a quel candidato.
Dovrei limitarmi a illustrare le cose positive fatte dalla mia formazione politica e dovrei spiegare la credibilità e l’efficacia dei programmi. In positivo. Oppure dovrei parlarvi male degli altri partiti o candidati come unico argomento di convinzione. Se fossimo in una condizione normale…
Ma non lo siamo, come tutti converrete che sia.
Non lo siamo, perché negli ultimi 25 anni il vecchio sistema è saltato e quello nuovo è lontano dal consolidarsi. Non lo siamo perché l’idea di Partito e di Politica è lontana dall’essere convincente. Non lo siamo perché la crisi politica da noi ha coinciso con la più grave e devastante crisi economica dal dopoguerra.  Non lo siamo perché in Italia la fine delle ideologie e dei blocchi geografici ha reso obsoleto il sistema del Consociativismo Storico che aveva equilibrato la reciproca riconoscibilità dei ruoli tra una maggioranza che doveva per forza governare e un’opposizione che non poteva e non voleva governare. Bloccando quell’alternanza che è l’essenza della nostra democrazia.
Saltato quell’equilibrio, da noi ancora si nega l’idea di valori comuni e si guarda agli altri come nemici e non avversari e si guarda alla composizione di alleanze, non come una normale scelta di saggezza culturale per il bene generale, ma come tradimento, inciucio, delitto!

Non lo siamo, perché – non solo in Italia – c’è il forte e devastante rischio di considerare come guarigione di questi mali forze politiche che non hanno vergogna di presentarsi come populisti antipolitica, come amplificatori della rabbia e della disperazione, come alimentatori delle paure retrograde, come cultori del nichilismo e del qualunquismo, come soffiatori sul fuoco della violenza e della più stolta ignoranza.

Parlare di 5 stelle è parlare di Sicilia: l’hanno scelta come nuova patria perché la hanno vista come la terra dove la politica tradizionale era scesa ai gradini più bassi e i politici erano i meno apprezzati di tutto il Paese. Insomma il ventre molle per accelerare il loro cammino verso il potere.

Lo scandalo sulle Firme False (metà delle firme sono state disconosciute dai presunti firmatari) non è scoppiato infatti perché un Cancelliere del Tribunale se ne è accorto, ma perché dopo qualche tempo qualche candidato nelle liste che non era stato accontentato denunciò l’imbroglio per vendetta (muffiò, da noi si dice!). E ora la Magistratura andrà avanti. Mentre il Tribunale di Casaleggio Rousseau ha cominciato ad epurare. Nuti (quello dei 3.000 voti) è stato cacciato. [Leggi tutto]