Torna la campagna elettorale e torna il Ponte. Per Berlusconi è “la prima cosa da fare”

È l’unico, vero o presunto tale, protagonista di ogni campagna elettorale che debba convincere i siciliani a non toppare l’appuntamento con le urne. E così, come da tradizione degli ultimi vent’anni almeno, ecco che il Ponte sullo Stretto di Messina torna a farla da padrone nel dibattito pubblico dell’Isola, quando mancano più o meno una ventina di giorni alla chiusura della campagna elettorale. A intervenire questa volta è Silvio Berlusconi, in una intervista registrata a Telelombardia, che andrà in onda oggi.

Se Vittorio Sgarbi definisce il Ponte sullo Stretto “una sciocchezza”, ecco invece Berlusconi parlare del ruolo strategico dell’infrastruttura, definita invece “la prima cosa da fare”. A riaccendere l’annoso dibattuto era stato la scorsa settimana il ministro Graziano Delrio, che aveva parlato di disponibilità del governo a investire 4 miliardi di euro. Immediata la replica del critico d’arte, convinto che la bellezza della Sicilia stia anche nel fatto di essere un’isola, che “deve restare tale”. All’attacco anche i Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri e Giampiero Trizzino, che hanno liquidato la cosa come “l’ennesima buffonata elettorale”.

Questa mattina, ecco il ritorno di Berlusconi, che ammette la necessità di “un grande piano per il sud, soprattutto per le infrastrutture. Sono stato in Sicilia e ho trovato un disastro, è una regione in agonia. Ci vuole un piano Marshall apposta per la Sicilia. Il ponte sullo Stretto è la prima cosa da fare. Fosse per noi l’avremmo già fatto. Quando è arrivata la sinistra al governo, con il ministro Di Pietro, per non fare in modo che passasse alla storia come il ponte di Silvio, hanno pagato un mare di penali alle imprese con cui avevamo fatto gli appalti”.