Felici e Scontenti

Nasce una nuova “cosa” a sinistra. Le candidature per le prossime elezioni hanno creato una frattura all’interno di Liberi e Uguali. L’ispiratore è Ninni Terminelli: “Siamo passati dai nominati ai candidati blindati…”.

È una mossa indirizzata al fronte sinistro, ma potrebbe essere valida per qualsiasi latitudine della politica siciliana. Nasce il movimento degli Scontenti, quelli con la esse maiuscola, che sino a ieri erano contenti assai e tra le anime di Liberi e Uguali. E non avevano per nulla sembianze di “nemici della contentezza”, anzi dell’aggregazione capitanata da Piero Grasso si dimostravano fedeli alla linea.
Tanto fedeli che Ninni Terminelli, big sponsor e ideatore degli Scontenti, aveva persino garantito la disponibilità a candidarsi in un collegio uninominale di Palermo ben sapendo che lo svantaggio rispetto ai competitors lasciava poche speranze di elezione.

Ma la questione della formazione delle liste ha innescato un malcontento che non è stato celato a nessun livello. C’è chi ha mandato giù questa sorsata di olio di ricino, c’è chi l’ha sputata al primo assaggio. E c’è anche chi si rifiuta ancora oggi di sottoporsi a questa pratica di evidente masochismo.

Liberi e Uguali – sottolinea Terminelli – è nato come soggetto nuovo per unire la sinistra. Doveva e deve essere l’alternativa a un sistema di rappresentazione della sinistra che ritenevamo superato e inopportuno. E invece alla prima prova pratica ha costruito la sua impalcatura, in un momento delicato come quello elettorale, esattamente come tutti gli altri. E allora mi sembra più che lecito essere scontento e come me la pensano tanti altri”.

La scintilla è stata la candidatura di Guglielmo Epifani, l’ex segretario generale della Cgil, come capolista in tutti i collegi della Sicilia orientale. “L’imposizione di Articolo 1 di monopolizzare tutti i posti con un nome solo è un fatto politico senza precedenti – continua Ninni Terminelli – che ha condizionato anche le scelte ad occidente. Perché se l’oriente è toccato Art. 1, dall’altra parte dell’isola è stata Sinistra Italiana ad esprimere le candidature. E così si è passati da candidati nominati a candidati blindati. Se questi non erano presupposti per essere scontenti…”.

Chiarita la natura della protesta, resta il problema che le elezioni sono tra meno di un mese e che il tempo del dibattito dovrebbe essersi ampiamente esaurito. E invece questo ennesimo “canto libero” che si ode a sinistra corre il rischio di indebolire un fronte che già qualche crepa la mostrava.

“Il tema politico è aperto e non è scontato che gli Scontenti (che fanno riferimento all’associazione Sinistra delle Idee, ndr) esprimano dichiarazione di voto per Leu. Il nostro vuole essere un comitato a tempo che funge da stimolo per i soggetti politici. Scontato che vogliamo avere le mani libere e, sempre nell’ambito del centrosinistra, sposeremo programmi e non partiti. Gli Scontenti sono il preludio per qualcosa di nuovo e di diverso. Cosa? Lo scopriremo solo vivendo“. Una citazione per parte, tanto per confermare che la politica in Sicilia è spesso ispirata dal gran Mogol e dalle sue venature pop. Nel dna di questo nuovo soggetto politico siciliano c’è il gene della comunicazione social: già attiva la pagina Facebook e il gruppo su Whatsapp e sta per essere aperto il profilo Twitter. Lo scontento 3.0 ha trovato la sua piattaforma.

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