Siragusa: “In Sicilia la campagna elettorale del M5S non sarà diffamatoria”

Un sms diventato virale nel giro di qualche ora. Il messaggio, che sarebbe stato inviato dal responsabile della comunicazione elettorale in Veneto, esorta i candidati a trovare “nefandezze, foto imbarazzanti, dichiarazioni” negative sui diretti competitor, sia nei collegi uninominali, che in quelli plurinominali.

“Lo apprendo soltanto adesso – ammette però il deputato siciliano Salvo Siragusa – ma posso assicurare che non è il tipo di campagna elettorale che porteremo avanti noi. Noi parleremo dei temi che interessano i cittadini. Poi, attenzione, se in una chat qualcuno suggerisce, che so, di andare a cercare di che colore hanno i calzini gli avversari, non significa che quella sia la posizione dell’intero movimento, proviamo a dare alle cose il peso che hanno”.

“In questa campagna elettorale – prosegue Siragusa – ci concentreremo su quello che interessa i cittadini, sui temi, non sulle persone. Poi, certo, nei singoli collegi uninominali potrà esserci maggiore competizione, ma in generale i temi saranno legati a ciò su cui i cittadini si aspettano si discuta, il lavoro, la giustizia, la sanità”.

Intanto, però, i siciliani, o almeno una parte di loro, si ritrovano a dover affrontare la terza campagna elettorale nell’arco di dieci mesi. “Sì, la gente è stanca. Stanca di essere in una perenne campagna elettorale e stanca di non ricevere risposte. In campagna elettorale siamo tutti bravissimi a indicare problemi e soluzioni. Poi però bisogna metterle in pratica, sarebbe bello farlo governando. Noi siamo ottimisti, lo abbiamo visto alle regionali, lo riscontriamo anche adesso che c’è qualcosa di diverso nell’aria. Lo spettro che più preoccupa è chiaramente quello della disaffezione, ma le politiche hanno dinamiche diverse dalle amministrative o dalle regionali, ci auguriamo che possa non essere determinante”.

Crepe all’interno delle forze politiche per via delle candidature? “Noi siamo diversi anche in questo senso, le nostre candidature sono il frutto delle votazioni online alle quali hanno partecipato gli attivisti, non sono scelte calate dall’alto. Sugli uninominali, certo, è un’altra storia. Però, guardi, fino a ieri venivamo tacciati di essere una setta perché troppo chiusi. Ora abbiamo aperto alla società civile e… apriti cielo! Insomma, per quanto mi riguarda, l’importante è che i nostri candidati provenienti dalla società civile abbiano un passato, una storia, che non siano ombre sul presente. Io vedo belle candidature, abbiamo messo in campo una bellissima squadra. Possiamo farcela”.