Diventerà Bellissima, dissenso da est a ovest

Se la lotta fratricida in casa Pd ha tutto il sapore della cronaca di un disastro annunciato, non va meglio guardando alle altre forze politiche all’indomani della presentazione delle liste. È così in casa Diventerà Bellissima, il movimento fondato dal governatore Nello Musumeci, dove si fanno i conti con tutti gli uomini del presidente, ca va sans dire, tutti catanesi o giù di lì.

L’unico seggio blindato che Diventerà Bellissima rischia di portare a casa è quello di Raffaele Stancanelli, l’uomo a cui Musumeci ha affidato la guida del movimento politico. Ma il biglietto per Roma col nome di Stancanelli stampato sopra non è che l’ultima goccia di un malumore che ormai serpeggia da tempo in casa Diventerà Bellissima. Troppe attenzioni alla Sicilia orientale (e ai suoi uomini) e troppe distrazioni quando si guarda invece al versante occidentale dell’Isola.

E se, da una parte, la campagna elettorale apparentemente assorbe molte energie del movimento, dall’altra ecco che il 18 febbraio si avvicina. Cioè la data di scadenza in quell’enorme barattolo di marmellata chiamato spoil system. Nel quale in molti vorrebbero mettere le mani.

Se questo è lo sfondo, ecco che a sollevare il caso è stata la presidente della commissione Ambiente all’Assemblea regionale, Giusy Savarino, che ha ammesso che la definizione delle candidature per le politiche “ha lasciato un malumore diffuso, anche in chi, come la sottoscritta, ha sempre dichiarato pubblicamente di non avere alcuna ambizione personale. In un movimento giovane come il nostro c’erano tanti territori in cerca di rappresentanza e diversi dirigenti in gamba da valorizzare”.

Savarino si spinge oltre e sottolinea di non sentirsi “personalmente vincolata da un accordo al ribasso sulle candidature, non passato in direzione né autorizzato dagli organi preposti. Spero che questo non sia il segnale silente della volontà di qualcuno di disintegrare il movimento a favore di qualche forza politica nazionale”.

Ma la presidente della Quarta Commissione non è l’unica ad insinuare il pensiero stupendo su Fratelli d’Italia, al contrario in molti nelle retrovie ammettono “quello era un partito con percentuali da elenco telefonico qui da noi. Perché farlo crescere con le nostre energie?”.

Anche Fabio Granata, in un post sul gruppo di Diventerà Bellissima dà voce ai malumori rimasti finora sottesi: “siamo tutti contenti per le amiche e gli amici di Diventerà Bellissima candidati per le prossime nazionali. Ma una domanda sorge spontanea: chi e in quale sede le ha decise? Posso fare questa domanda proprio perché mai interessato personalmente a una candidatura nell’ambito del vecchio centrodestra. Ma come fondatore di DB mi chiedo: che fine ha fatto la direzione che avrebbe dovuto discutere e ratificare? Che fine ha fatto Diventerà Bellissima?”.

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