Crocetta: “Faraone? Nessun accordo con me perché non avevo confermato Firenze all’Ersu”

Lo psicodramma in casa Pd non accenna ad abbassare i toni. Dopo lo “sgarbo” di Davide Faraone, che ha messo in dubbio l’accordo tra Renzi e Crocetta sulla candidatura alla Camera dell’ex governatore, oggi è lo stesso Crocetta a sferrare il contrattacco. Riportando sui social un retroscena avvenuto lo scorso settembre, in piena definizione delle liste per le regionali del 5 novembre. In quell’occasione, stando al racconto dell’ex governatore, avrebbe incontrato Faraone in via Bentivegna insieme a Lorenzo Guerini per discutere delle liste.

“Un agitatissimo Davide Faraone – scrive Crocetta in un post su Facebook -, che non aveva mai condiviso l’accordo Pd-Megafono stipulato con Renzi, alla mia domanda ‘Perché continui ad avercela con me, anche dopo l’accordo con Renzi, dovremmo essere ormai nella stessa area politica?’ rispose che non potevamo mai essere nella stessa area politica poiché non avevo confermato Alberto Firenze all’Ersu di Palermo, procurandogli un danno enorme”. Firenze è il fedelissimo di Faraone coinvolto nell’inchiesta sul sistema di scommesse che ha portato all’arresto di Benedetto Bacchi.

“Scoppiai a ridere – prosegue il racconto di Crocetta -, non comprendendo come la vicenda di un incarico potesse compromettere un rapporto politico sancito col segretario nazionale del Pd. Adesso dopo la vicenda giudiziaria di Bacchi, comincia ad essere tutto chiaro”.

E ancora, ricostruzioni, retroscena, veleni e minacce di querele nel racconto di Crocetta, che conclude accusando di “inadeguatezza” di Faraone, reo di non tutelare “i propri compagni di partito nella lotta contro l’illegalità”. L’ultimo atto di uno psicodramma che si consuma ormai da mesi. In attesa della prossima mossa nella scacchiera, in una partita dall’esito fin troppo prevedibile, in cui a subire lo scacco matto sarà comunque il PD. O quel che ne rimane.