Terminelli: “Serve un’area politica degli scontenti”

La composizione delle liste per le imminenti elezioni Politiche ha dimostrato trasversalmente che in Italia occorrerebbe dare vita ad un’area politica degli scontenti. Uno spazio composto da indipendenti di centrosinistra che sceglie chi votare e sostenere, nonché i soggetti in cui impegnarsi, rigidamente volta per volta in base ai programmi. Personalmente arrivo a questa conclusione dopo la delusione provata nello stile adoperato da Articolo 1 e Liberi e Uguali per nulla diverso da quello di tutti gli altri.

Nessuna forma di selezione democratica, garanzie per pochi, non più nominati, ma blindati e campagne elettorali in cui spendersi, sempre per le stesse logiche, ovviamente in nome del Paese.

Ma non dovevano tornare a scegliere i cittadini? Ma così si intende recuperare il popolo dell’astensione? Non è un caso che gli attuali sondaggi dimostrino che questa proposta politica non sfonda in alcun modo, malgrado il calo del PD, mentre crescono i grillini e addirittura torna in vetta il fantasma di Berlusconi. Meno male che almeno a Palermo esiste un’amministrazione comunale progressista in cui riconoscersi!

Per tutte queste ragioni nel futuro mi vedo impegnato in un’area degli scontenti che faccia da pungolo alla politica, che chieda a gran voce programmi reali e concreti, soggetti politici aperti e vivibili, come condizione prioritaria e alla base di qualsiasi convergenza culturale e politica. Solo con questi presupposti e con questi impegni precisi sarà possibile stipulare alleanze, contribuire alla stesura dei programmi, accettare candidature, insomma lavorare con soggetti politici e dare il proprio contributo.
Altrimenti si perde solo tempo e l’astensione continuerà a crescere a vantaggio dei populismi.