PD, è tempo di resistenza

Rubino, Gazziano, Greco e Ferrante accusano Faraone: “Non è credibile, il suo é un modello di partito autobus. Ma non ce ne andremo, lotteremo per cambiarlo”

Il terremoto era nell’aria, adesso si è scatenata la tempesta. Una conferenza stampa, questa volta nella sede regionale del partito democratico, in via Bentivegna a Palermo, convocata da quattro componenti della segreteria regionale, Antonio Rubino, Salvatore Gazziano, Antonio Ferrante e Carmelo Greco. Rimettono il mandato nelle mani del segretario regionale del partito, Fausto Raciti. E indossano sulle giacche la resistenza elettrica, come negli anni ’90.
“Per richiedere senso di responsabilità – attacca Rubino, in riferimento alle parole di Davide Faraone – bisogna avere credibilità. E noi non ci sentiamo rappresentati da chi ha proposto il modello ascensore o il modello autobus. Non ci hanno convinti le scelte alle amministrative, quando 1500 persone in questa sede rivendicavano che il Pd corresse col suo simbolo, e da Roma si è deciso che il simbolo non ci fosse. Non ci hanno convinti le scelte alle regionali. Ma adesso la misura è colma”.
“Noi siamo i partigiani del Pd – c’è scritto su un cartello fresco di stampa -. Non cambiamo partito, ma cambiamo il partito”. “Non possiamo restare fermi – aggiunge Greco – davanti a uno snaturamento di quello che è stato il Pd negli ultimi 10 anni. Perché il rischio non è che i tanti che si sono autospesi non votino Pd, il rischio è che se ne vadano”.
E ancora, precisano che il loro voto andrà al partito democratico, ma che non si sentono rappresentati da questi candidati. “Il problema è soprattutto nelle modalità con cui si è arrivati a quei nomi, noi siamo abituati ad altre pratiche”.
Sulle dichiarazioni rilasciate ieri da Faraone, secondo cui della candidatura promessa a Crocetta avrebbe parlato soltanto l’ex governatore, Rubino replica: “Avrebbe dovuto parlare Renzi, in ogni caso se è vero che a parlare di quella candidatura è stato solo Crocetta, il fatto che Renzi non lo abbia mai smentito mi pare già una risposta”.
Insomma, l’implosione dentro il partito era già avvenuta. Soltanto ieri sera, ad ausospendersi sono stati i militanti del circolo di Cefalù. E poi Bagheria, Castelbuono, Pietraperzia. “Il fenomeno – sottolinea Rubino – si sta espandendo a macchia di leopardo. Da domani queste forme di protesta avranno un coordinamento. Al partito fidelizzato opporremo il partito democratico”.
Presenti alla conferenza stampa rappresentanti della giovanile del partito, da Agrigento a Caltanissetta, fino a Palermo, insieme al presidente della V circoscrizione, Fabio Teresi, e al sindaco di Pollina, Magda Culotta.
“Chiediamo a tutti, anche a chi ha un ruolo – conclude Rubino – di dare una mano, non di mettersi alla testa”. Insomma, la guerra è appena iniziata. E la campagna elettorale è solo il paesaggio che si intravede, sfocato, sullo sfondo.