Il ritorno del figliol Prodi

Romano Prodi con la sua ruvidissima zampata a Liberi e uguali ha avuto il merito di richiamare il modo come si combatte la destra. Lui unico vincitore negli scontri diretti con Berlusconi ha dettato i tempi della battaglia. A Bologna, in Italia ed in Europa.
Romani ProdiUno, a Bologna. Non poteva permettere che la candidatura di Errani scompaginasse il fronte del centro sinistra. Se sul suo territorio LeU ha collocato Errani, il pezzo migliore della sua batteria, Prodi non consentirà che questo possa avere un successo significativo a spese del suo candidato, il bonario Santagata, che aveva fatto dell’alleanza successiva con la sinistra il suo mantra in campagna elettorale. Ed allora se c’è da conquistare una egemonia sul territorio ora si sappia che Prodi c’è e non aspetta tempi migliori per quel disegno, secondo la nota massima “si vis pacem para bellum”.
Due, in Italia. Chi crede che l’attacco a Leu sia una tardiva risposta vendicativa all’azione dalemiana dei 101 secondo me sbaglia. Innanzitutto perché avrebbe sparato nel mucchio, colpendo anche Bersani che di quel generoso tentativo fu protagonista. No, se c’è un riferimento a questa sua presa di posizione questo si chiama Pisapia. Ci ha provato Prodi e sembrò avere qualche successo quando invitò MdP a negoziare col governo alcuni contenuti della manovra finanziaria che riteneva dirimenti. [Leggi tutto]