Digiacomo, una furia: “Vogliono chiudere l’aeroporto di Comiso”

“Si sono mangiati 14 milioni di capitale sociale. Una gestione troppo disinvolta. Dovranno passare sul mio cadavere”

“Come avevo a suo tempo preannunciato, qualcuno comincia ad accarezzare l’idea di sbarazzarsi dell’Aeroporto di Comiso dopo che altri si sono “mangiati” impunemente 14 milioni di capitale. L’attuale Amministratore Delegato sta facendo salti mortali e ed è pure bravo, ma senza le risorse che hanno bruciato, facendogli trovare le casse vuote, non può uscirne fuori. Intersac restituisca i soldi anticipati dal Comune di Comiso per i controllori di volo e con quelli l’Aeroporto ce la farà, giacché i fondi per incentivare le nuove rotte sono cospicui. Comunque, dovranno passare sul mio cadavere fisico e su quello morale di migliaia e migliaia di cittadini che hanno visto in questa struttura l’unica vera nuova grande risorsa del Sud Est siciliano”. Pippo Digiacomo, già sindaco di Comiso, già deputato regionale del Pd nella scorsa legislatura, non ci gira intorno e annuncia battaglia sulla crisi dell’aeroporto di Comiso. Una crisi che, secondo l’esponente dem, sarebbe la cronaca di un disastro annunciato causato dagli “effetti disastrosi di una gestione molto disinvolta nell’acquisto di beni e servizi in modo eccessivamente oneroso. Di contro, però – prosegue – non c’è stato un introito che permettesse di controbilanciare le perdite”
Non è la prima volta che Digiacomo fa denunce circostanziate sulla gestione dell’aeroporto per il quale Pio La Torre spese tante battaglie. Era il 19 maggio del 2016 quando Digiacomo, giusto per citare un esempio, esortava il socio privato dell’aeroporto a “cambiare passo”.
“Le nuove rotte – diceva in quell’occasione – possono rappresentare un volano fondamentale per la crescita dello scalo, purché non si ripetano gli insopportabili ritardi accumulati nel caso delle rotte finanziate da un anno e mezzo con fondi Insicem, e non ancora attivate. Paradossalmente, il pubblico viaggia più velocemente del privato e l’aeroporto continua ad accumulare perdite. Inoltre va implementata l’attività Cargo, per la quale lo scalo è stato finanziato ma della quale non abbiamo traccia”.
A fine 2017, invece, evidenziava come uno studio pubblicato da Bankitalia confermasse che l’aeroporto “rappresenta il volano fondamentale che ha fatto uscire dall’isolamento e valorizzato presso l’utenza internazionale i fattori attrattivi del territorio ibleo”.
In quell’occasione esortava il governo Musumeci a “non abbassare la guardia offrendo il giusto sostegno economico, così come fatto dal precedente Governo regionale e cercando piuttosto di trovare per il futuro anche ulteriori risorse”.
Adesso torna a scagliarsi contro quella “politica gestionale dissennata” precisando però “che non ci siano stati episodi moralmente censurabili”, solo appunto una gestione “allegra”. Ma il rischio concreto adesso è che la mancanza di liquidità comporti un effetto quasi immediato sui dipendenti dell’aeroporto. Da lì, si innescherebbe un pericolosissimo effetto-domino. Con conseguenze gravissime per l’economia di un intero territorio che, senza infrastrutture autostradali, rischierebbe di vedere vanificati gli sforzi degli ultimi anni per incrementare il turismo in tutto il territorio ibleo.