Trattativa Stato-mafia, il pm: “Riina venduto da Provenzano”

La cattura del boss corleonese Totò Riina sarebbe avvenuta grazie alla collaborazione del boss Bernardo Provenzano. Questa è l’accusa mossa dal pm Vittorio Teresi, secondo il quale l’arresto fu frutto di un compromesso vergognoso che certamente era noto ad alcuni ufficiali del Ros, come il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno, mentre era stato nascosto a quegli esponenti delle istituzioni e ai magistrati che credevano nella fermezza dell’azione dello Stato contro cosa nostra. Le vicende attorno alla cattura del boss sono state oggi al centro della requisitoria nell’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia.

Finito in manette nel 1993, secondo il pm Riina fu consegnato ai Carabinieri da Provenzano. Per Teresi i militari del Ros avevano intavolato un dialogo con il padrino per far cessare le stragi, ma questi si era rivelato troppo intransigente. Da qui la necessità di un cambio nei vertici della mafia, con la scelta ricaduta su Provenzano.

Lo scorso 15 gennaio sulla figura del generale Mori era scoppiata la polemica per la proiezione all’Ars del docufilm “Generale Mori – Un’Italia a testa alta