Bruno Marziano: “Collegi uninominali come Olimpiadi, si va per partecipare”

“Io in questo momento sono un aspirante candidato. Ci sono 20 uscenti, 30 aspiranti e 10 posti per gli eletti, più o meno. Però c’è sempre un rapporto maggiore di quando compri il biglietto della lotteria. In quel caso è uno su un milione, adesso la possibilità è una su cinquanta, che non è male”. Bruno Marziano, già assessore Regionale all’istruzione e primo dei non eletti nel suo collegio elettorale alle regionali, ci riprova alle politiche. O, per dirla con le sue parole, aspira alla candidatura.

Intanto sul quadro politico non ha dubbi: le larghe intese? “Riguarderanno quelli che sederanno in parlamento, gli aspiranti resteranno aspiranti. Io sono venuto in direzione perché ne faccio parte, altrimenti non ci sarebbe ragione di venire qua, mica si decide qua. Se c’è un posto in cui non si decide, quella è la direzione regionale“.

Insomma, cosa si decide oggi in direzione regionale? “Ah, questo non lo so, io per una vecchia abitudine da militante, se c’è la direzione convocata, mi presento. Quand’ero giovane funzionario del partito, si candidavano le donne e gli operai. Io non ero donna, non ero operaio, ero studente, ma ero anche funzionario di partito, per cui non mi potevo mai candidare. Poi c’è stato un momento in cui, pensando che fosse una partita persa, mi proposero la candidatura. Invece staccai il biglietto e andò bene. Ora vediamo che succede”.

Insomma, una specie di lotteria Pd? “No, non lotteria Pd, ma non vorrei essere nei panni di chi decide, non è semplice, non è facile, però alla fine i numeri sono quelli. Quello di oggi potrebbe essere un momento in cui, alla luce del voto di novembre, si discute di come affrontare quello del 4 marzo”. Sui collegi uninominali, però, Marziano non ha dubbi: “Quelle sono le olimpiadi, dove si va per partecipare”.