Motorizzazione, uffici al collasso

Sono una preziosa fonte di denaro per la Regione, eppure gli uffici rischiano di fermarsi per carenza di personale. Mancano i funzionari di fascia C e D

Sono un “piccolo” bancomat delle casse regionali. Soltanto nel 2017 hanno portato un gettito di oltre 15 milioni di euro all’amministrazione, tra nuove patenti e rinnovi, immatricolazioni e collaudo di veicoli. Eppure i nove uffici della motorizzazione della Sicilia rischiano il collasso. Organici sottodimensionati, funzionari inquadrati nelle fasce A e B, che possono quindi espletare soltanto le mansioni di base, e un sacco di pratiche insolute. “Continuando così – è la preoccupazione di Dario Gattuso, responsabile regionale del settore trasporti dei Cobas/Codir – gli uffici della motorizzazione non arriveranno a portare a termine neanche la metà del lavoro che potenzialmente dovrebbero portare avanti”.

Il nodo è di tipo meramente burocratico. Con il mancato rinnovo dei contratti di lavoro, che i sindacati attendono da anni, di fatto nelle motorizzazioni della Regione si è creata una sproporzione tra gli impiegati di fascia A e B (che possono occuparsi soltanto delle mansioni di base) e i funzionari di fascia C e D (che accedono invece a mansioni di maggiore responsabilità). Per un periodo, la Regione ha chiesto uno sforzo agli impiegati delle fasce contrattuali basilari, facendo di fatto espletare mansioni superiori. Ma con le prime vertenze (ca va sans dire, vinte) da parte di chi veniva chiamato a svolgere mansioni che non gli competevano, senza ricevere un euro in più, l’amministrazione ha avuto chiaro che bisognava fare un passo indietro, così è stato chiesto – con più circolari – di non far espletare mansioni superiori ai dipendenti di fascia A e B. Peccato che i funzionari inquadrati nelle fasce C e D non siano abbastanza e che, di fatto, le pratiche in sospeso hanno cominciato ad accavallarsi.

Senza contare le carenze di organico, che il sindacato non fatica a definire imbarazzanti. “Ogni impiegato – è la denuncia dei Cobas/Codir – svolge più incombenze e di fatto non ha un sostituto“. E poi c’è il caso del personale Resais “che viene utilizzato con responsabilità improprie, a danno dei dipendenti regionali”. Un intero settore dell’amministrazione regionale, insomma, da riformare. E anche piuttosto in fretta, considerato che alla fine della fiera, è un portafogli che vale per la Regione 15 milioni di euro l’anno.