Fracassi (Cgil), “I temi della rigenerazione urbana sostenibile assenti dall’agenda politica del Paese”

Il dibattito sulla rigenerazione urbana sostenibile, presieduto dalla segretaria regionale della Cgil Sicilia Mimma Argurio e coordinato dal segretario generale di Cgil Catania Giacomo Rota, e quello sull’analisi degli studiosi di settore invitati dal sindacato, sono stati i temi principali del convegno della Cgil Sicilia che si è tenuto a Catania.

Nella prima parte del confronto, il segretario della Fillea Cgil Sicilia, Franco Tarantino, ha assicurato che “non c’è alcuna contraddizione tra l’esigenza di infrastrutture necessarie allo sviluppo della Sicilia e la necessità di avviare la rigenerazione urbana”. Lo conferma anche la segretaria del Sunia Sicilia, Giusi Milazzo, che ha ricordato come la soluzione del problema casa possa trovarsi proprio nella riqualificazione degli edifici dismessi, delle aree sottoutilizzate e nei quartieri degradati: “La Sicilia ha 200 milioni di fondi ex Gescal da utilizzare per ottenere nuove case popolari proprio grazie alla riqualificazione dell’esistente. L’esigenza di case non è dunque un alibi per nuove costruzioni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario dello Spi Sicilia, Maurizio Calà, che vede nei modelli di housing sociale per gli anziani, anche il riscatto sociale di chi sa sfruttare al meglio gli spazi disponibili, per sconfiggere la solitudine della terza età ma anche la cementificazione. A confermare la necessità della riqualificazione, anche il capo di gabinetto delle Infrastrutture alla Regione, Salvatore Lizzio (assente per impegni istituzionali l’assessore regionale Marco Falcone), che però ha sottolineato l’assenza di normative specifiche.

Con gli interventi dell’urbanista Vezio De Lucia, del responsabile dell’Area Monitoraggio e analisi integrata trasformazioni territoriali e analisi integrata uso suolo, processi desertificazione dell’Ispra, Michele Munafò e del professore di Urbanistica dell’Università di Firenze, Alberto Ziparo, i lavori della seconda parte si sono concentrati sulla necessità di rivedere il disegno di legge relativo al consumo di suolo, di saper leggere tra i pericoli di una imminente densificazione urbana travestita da innovazione, e tra gli interessi immobiliari che vedono città come Catania fare i conti con ben 135 mila alloggi vuoti.

Il convegno è stato concluso dalla segretaria nazionale Gianna Fracassi, che ha sottolineato come il dibattito sul consumo di suolo e rigenerazione urbana non sia oggetto di discussione parlamentare ed è, dunque, “di fatto assente dall’agenda politica di questo Paese”. Per la Fracassi, “gli interventi sulla questione sono stati discontinui e non hanno trovato risorse nelle politiche generali. La Cgil crede invece che bisogna ripartire dai bisogni della persona, anche puntando alla rigenerazione fisica dei centri storici che paradossalmente stanno diventando periferici rispetto ai bisogni dei cittadini. In questo momento poi, i luoghi del degrado dove è assente lo Stato, sono il terreno dove si nutrono i nuovi fascismi. Chiediamo dunque una strategia nazionale e un impegno continuativo”

Jose Marano

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