Pochi treni, vecchi e lenti: il trasporto ferroviario in Sicilia fotografato da Pendolaria

Pochi treni, più lenti e più vecchi. Questa la fotografia del trasporto ferroviario in Sicilia secondo Pendolaria, il rapporto annuale di Legambiente che analizza nel dettaglio numeri e storie di un’Italia a due velocità e le varie disuguaglianze che ci sono nel Paese.

Ai grandi successi dell’Alta Velocità maturati in questi anni, si affianca una situazione del trasporto regionale che rimane difficile, anche per via della riduzione dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza (-15,5% dal 2010 al 2016) con un calo del 40% dei passeggeri e la diminuzione dei collegamenti regionali (-6,5% dal 2010 al 2016).

Continua a preoccupare la situazione complessiva del Meridione. Al sud circolano meno treni: le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.396 della Lombardia. Inoltre i convogli sono più vecchi con una età media nettamente più alta, 19,2 anni rispetto ai 13,3 del Nord e a quella nazionale di 16,8 – e sono più lenti, sia per problemi di infrastruttura sia perché circolano treni vecchi e non più adatti alla domanda di mobilità. E nell’isola l’89% dei 1.490 km della rete ferroviaria è a binario unico e quasi la metà della stessa rete non è elettrificata.

Tra le tratte con maggiori problemi c’è quella della linea Agrigento-Palermo, lunga 137 km ed elettrificata dagli anni ’90, ma senza un servizio adeguato. Il tempo di percorrenza è di poco più di 2 ore, con una velocità media di 67 km/h, e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea. Il comitato pendolari Palermo-Agrigento ha denunciato il disagio di chi da mesi è costretto a viaggiare in treni sporchi e sovraffollati e ancor peggio la rabbia nel non essere ascoltati nonostante i continui reclami. Le carrozze sono carenti dal punto di vista igienico ma anche il riscaldamento lascia spesso a desiderare. Di contro, i pendolari sono aumentati vertiginosamente da quando sulla parallela S.S.121 sono iniziati i lavori di raddoppio stradale (adesso interrotti). Inoltre, i treni risultano molto spesso in ritardo specialmente nelle giornate di pioggia quando si allagano i binari in molte stazioni e si verificano frane che li danneggiano, allungando i tempi di percorrenza effettivi delle corse che quindi quasi mai rispettano l’orario d’arrivo previsto.

“Ancora una volta ci troviamo a commentare un rapporto che, tranne pochi casi, fotografa una situazione mortificante per pendolari e turisti”, dichiara il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna. “Sulla linea che collega Messina a Siracusa passando per Catania, la velocità media è di 64 km orari e negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti addirittura del 41% e viaggiano meno veloci che in passato. Stiamo parlando di 180 km di linea che collega tre grandi città siciliane, capoluoghi di Provincia, località turistiche e porti. Grave è anche lo stato di degrado delle stazioni. Se vogliamo davvero cambiare il nostro stile di vita è innegabile che invece di tagliare occorre investire sulle ferrovie. Sempre più persone, infatti, preferirebbero il treno all’auto o al pullman, ma in Sicilia la strada è ancora in salita”.