Palermo, la cremazione e i disagi senza fine

I continui guasti che da sin dalla sua realizzazione  interessano il tempio crematorio di Palermo destano più di un interrogativo.

Non vi è mese che passi senza un guasto con relativa sosta e conseguente intervento di manutenzione.  Una lunga catena di inefficienze che già cinque anni fa aveva spinto un consigliere comunale a interrogare il Sindaco chiedendogli “Di accertare da quanto tempo è stato installato il forno crematorio, quale sia stato, fino ad oggi, il periodo di tempo complessivo nel quale l’impianto è risultato funzionante rispetto al periodo di mancato funzionamento. Ho chiesto, inoltre, di conoscere se è stato incaricato per la conduzione dell’impianto personale fornito dell’apposita patente ed, infine, quale sia stato il costo degli interventi della ditta Ciroldi, negli ultimi 10 anni”.

Cinque anni con risposte parziali, l’autorizzazione di un secondo  tempio che non ha mai visto la luce e il perpetuarsi inesorabile di blocco dell’impianto, disagi per i parenti dei defunti e la sosta forzata delle salme in deposito oltre i tempi della dignità e del rispetto per chi non c’è più.

L’amministrazione sembra accettare con rassegnazione uno stato di cose che dovrebbe creare allarme e immediate risposte.

L’interrogazione di cinque anni potrebbe essere riproposta quasi con le stesse parole con l’aggravante che nel 2012 ci si trovava a inizio mandato, mentre oggi siamo nell’anno sesto della terza vita dell’attuale sindaco.

Un paese, una città o semplicemente una comunità, misura il suo grado di civiltà da come assicura una buona vita ai suoi cittadini e da come garantisce una morte onorevole e dignitosa a chi lascia questo mondo.

Palermo e la sua amministrazione comunale potrebbero almeno fare in modo che l’ultimo viaggio su questa terra si compia senza disagi, ma  così non è. Per loro fortuna il dolore di chi resta è così grande che tollera  lunghe attese o lunghi viaggi in direzione Messina, unico altro impianto presente in Sicilia.

Certo guardare ai 12 templi crematori della Lombardia, ai 12 dell’Emilia Romagna, ai 14 del Piemonte, ai 7 in Toscana e poi vivere i disagi dei siciliani lascia in bocca un’insopportabile sapore di fiele.


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