Rifiuti, è tempo di commissari?

Per affrontare l’emergenza si profila un Baccei bis: potrebbe arrivare da Roma il “suggerimento” per la sostituzione di Figuccia

I commissari da Roma non finiscono mai. Dopo Alessandro Baccei, inviato da Matteo Renzi per ratificare l’accordo Stato-Regione e fare le pulci ai conti siciliani, archiviata l’era Crocetta anche nell’era Musumeci potrebbe vedere la luce un commissario romano. Ai Rifiuti.

Che Musumeci abbia già individuato in Salvo Cocina, direttore generale dell’assessorato, il suo uomo di fiducia è evidente. Ma resta il nodo politico della delega in giunta da assegnare. E se è vero che l’Udc, dopo l’addio alle armi di Vincenzo Figuccia, non ha alcuna intenzione di cedere la delega agli alleati, l’ipotesi che più si fa campo, ammessa anche dal presidente, è quella di un profilo tecnico, di alto livello, che possa guidare il ramo dell’amministrazione definito da Musumeci “il problema dei problemi”.

Ma Musumeci si è anche spinto oltre, nelle sue dichiarazioni programmatiche all’Assemblea, definendo le Srr (le società d’ambito che si occupano della gestione dei rifiuti, ndr) “luoghi di stallo per riabilitare la mediocrità di qualche trombato”. Insomma, per liberare i rifiuti dagli appetiti della politica che troppo spesso tende a ritagliare spazi ai trombati, ecco profilarsi l’ipotesi del tecnico. Che deve però restare espressione dell’Udc.

Ed ecco che i rumors tra i corridoi del Palazzo si fanno più insistenti: il tecnico potrebbe essere indicato direttamente dal ministro Galletti. Insomma, un commissario. Appena qualche giorno fa Galletti aveva dichiarato in una intervista al Resto del Carlino a proposito dell’emergenza rifiuti in Sicilia, che “chi è capace di fare ha risolto il problema, ma c’è chi ancora segue la pancia dei cittadini, non risolve il problema e lo scarica su altri. Per me è inammissibile”. Tanto inammissibile da intervenire direttamente. E commissariare i rifiuti in Sicilia.