Muore d’infarto il boss Stefano Ganci: il questore vieta i funerali pubblici

È morto in carcere il boss Stefano Ganci, stroncato da un’infarto. Aveva 55 anni. Era uno dei fedelissimi di Totò Riina e stava scontando l’ergastolo nel carcere di Parma. Killer della mafia, aveva partecipato all’uccisione di Rocco Chinnici nel 1983, del vicequestore Ninni Cassarà nel 1985 e alla strage di via D’Amelio, dove persero la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, nel 1992, seguendo gli spostamenti del giudice.

Figlio di Raffaele Ganci, per anni capo del mandamento della Noce, Stefano e i suoi fratelli Mimmo e Calogero erano tutti killer della mafia. Dopo l’arresto Calogero Ganci divenne collaboratore di giustizia. Diversi pentiti hanno raccontato di come la famiglia Ganci fosse il braccio operativo di Totò Riina, il capo dei capi morto lo scorso 17 novembre nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma dopo 24 anni di carcere al 41 bis.

La procura ha disposto l’autopsia per fugare ogni dubbio circa la sua morte. Il questore di Palermo Renato Cortese ha vietato i funerali pubblici del boss.


Foto ©Studio Camera