Musumeci all’Ars su mafia, rifiuti e occupazione: “Dire ai giovani che il lavoro dà la dignità, non la laurea”

Cita Piersanti Mattarella, rivolge un appello contro la mafia ai giovani, parla di valorizzazione dei mestieri. Tocca tutti i rami dell’amministrazione, dai rifiuti alla sanità, dalle infrastrutture alla riforma delle ex Province. Nelle dichiarazioni programmatiche di Nello Musumeci all’Assemblea regionale c’è un intero programma di governo, ma c’è soprattutto una visione di come, per dirla con le parole del primo inquilino di palazzo d’Orleans, “riconsegnare ai siciliani una Regione normale”.

Musumeci sorprende tutti rivolgendo in apertura un pensiero ai migranti, pur senza citarli, ma parlando di “tutti quei cittadini che per qualunque ragione vivono nella nostra Isola, condividendone dunque le sorti”.

Secondo Musumeci, “come disse il presidente Piersanti Mattarella, la mafia va combattuta con comportamenti che abbiano di mira gli sprechi e i favoritismi, per rendere l’amministrazione impermeabile alla criminalità. Bisogna intervenire per eliminare ciò che ha fatto e fa proliferare la mafia. Ecco, a distanza di 40 anni, l’analisi di quel presidente appare ancora di grande attualità. Voglio dirlo soprattutto ai giovani: i mafiosi, prima di cercare morti, cercano alleati“.

Un passaggio fondamentale del discorso del presidente, è quello sulla formazione professionale “che deve tenere conto della domanda del mercato del lavoro e formare in quella direzione” e sui lavori manuali “che non vanno demonizzati”. “Un giovane che aspira a conseguire la laurea – ha sottolineato – deve essere incoraggiato e sostenuto, ma anche chi vuole imparare un mestiere deve essere sostenuto dalle istituzioni. La tuta sporca di un meccanico ha la stessa dignità del camice pulito di un medico ospedaliero, perché è il lavoro che dà dignità, non il titolo di studio. E invece in Sicilia il lavoro manuale è stato demonizzato, nonostante il mercato del lavoro ci dica che non servono solo ingegneri, servono vetrai, servono carpentieri”.

E ancora i rifiuti, “il primo grave problema da affrontare“. “Sapevamo – ha aggiunto il primo inquilino di palazzo d’Orleans – che avremmo trovato strade in salita, ma non sapevamo di dover scalare montagne. È difficile anche parlare di emergenza, visto che il problema dei rifiuti si protrae da vent’anni. Piuttosto che valorizzare il rifiuto, si è preferito favorire il sistema delle discariche, che sono sull’orlo del collasso, con 7-8 mesi di autonomia. A Bellolampo non c’è nemmeno questo. Siamo a un punto di non ritorno”. Ecco perché il governo pensa a un trasferimento di competenze del settore dei rifiuti alle Province, liquidando le Srr, diventate in alcuni casi “luoghi di stallo per riabilitare la mediocrità di qualche trombato”.


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