Sgarbi, il Palermo-Milano sarà di sola andata?

Assessore in Sicilia, si candida a presidente della Lombardia. “Ma non sarò eletto, quindi resto. A meno che…”

“Quali sono le condizioni che mi fanno valutare l’ipotesi di candidarmi alla Presidenza della Regione Lombardia? Che il 4 marzo, contemporaneamente alle Politiche, ci sono le elezioni regionali”. Vittorio Sgarbi si candida alla Presidenza della Regione Lombardia, ma non pensa all’elezione. Così dice, almeno. Si tratta di dare peso specifico nella tornata elettorale al suo movimento, Rinascimento. E quindi non lascerà l’incarico di assessore ai Beni culturali in Sicilia. A meno che… “Se fossi eletto Presidente della Regione Lombardia avrei una buona ragione di andarmene – dice il critico d’arte a ilgazzettinodisicilia.it – ma siccome è probabile che ci sia uno scontro molto forte, sarò semplicemente influente. La mia candidatura non porterà all’elezione, ma certamente può condizionare l’esito. È una candidatura che rientra nei contrappesi della politica italiana”.

Sgarbi si mostra realista e, insomma, sembra allontanare l’ipotesi di lasciare l’isola. Tra la carica di Presidente della Regione Lombardia e quella di assessore, dice, “Non c’è nessuna concorrenza. Solo se dovessero capitare delle cose enormi potrei diventare presidente. Invece avrò un’influenza tale da poter condizionare il prossimo governo, la politica è fatta di questo”.

Nessun pensiero di governare oltre lo stretto, pare. O forse no? Cosa succederebbe se l’impossibile accadesse? Se venisse eletto in Lombardia, Vittorio Sgarbi cosa farebbe? Rinuncerebbe o lascerebbe l’incarico di assessore in Sicilia? Il ragionamento non sembra affatto quello di chi non ci abbia fatto almeno un pensierino: “Farei il Presidente della Regione Lombardia. Anche se è importante fare l’assessore in Sicilia, il Presidente ha un ruolo più comprensivo. Ma è un risultato tecnicamente impossibile”. È a questo punto che però Sgarbi ti mette la pulce nell’orecchio: “Salvo che non venga con me tutto il centrodestra, quello può anche darsi”, e cita un esempio tutto siciliano: “Quando Crocetta si candidò non era certo dell’elezione. Poi tutto il centrosinistra andò con lui. Se il centrodestra mi sostenesse, ora che non ha più un candidato, visto che Maroni ha annunciato ieri che non si ricandiderà, chissà, a quel punto sì che la partita diventerebbe molto interessante”.