Migranti, protesta a Isnello: “Condizioni insostenibili”

Hanno sfilato per le vie di Isnello, in provincia di Palermo, per chiedere quanto meno i servizi minimi nel centro d’accoglienza che li ospita. La denuncia delle condizioni arriva dall’Arci Palermo, che in un post sui social network  racconta che più di 50 ospiti del centro straordinario per migranti di Piano Torre “hanno percorso gli oltre 10 chilometri che li separano da Isnello, per tornare a denunciare in un presidio le drammatiche condizioni di isolamento e privazione in cui sono accolti”.

Secondo il comitato provinciale dell’associazione di promozione sociale, “ai problemi storici di quel centro che più volte abbiamo denunciato in tema di assenza o insufficienza di servizi minimi (riscaldamento, acqua, vestiario adeguato, trasporti), si aggiunge oggi il tema della recente espulsione dal centro di 5 ospiti che avevano appena ricevuto comunicazione di aver ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Queste persone dopo una lunga permanenza in un luogo che non gli ha fornito alcuno strumento di autonomia (lingua, formazione professionale) si sono trovate, dalla sera alla mattina e senza previa comunicazione, a dover provvedere autonomamente a se stessi”.

“La Prefettura – sottolineano ancora dall’Arci – non può più ignorare le costanti e convergenti testimonianze di associazioni che si occupano di monitoraggio, degli ospiti e di chiunque abbia avuto a che fare con quel centro, unitamente all’oggettiva lontananza della struttura dai centri abitati che non consente, in tutti i casi, quella dimensione sociale fondamentale perché si possa parlare di accoglienza e non di isolamento. Le persone in accoglienza non solo si trovano in un posto del tutto inadatto allo scopo preposto ma, come è chiaro, l’ubicazione del centro durante l’inverno porta al peggioramento delle condizioni di vita. Ancora oggi non appare assicurato, nel centro, un adeguato servizio di riscaldamento né una fornitura adeguata di acqua”.

Le denunce dell’associazione si protraggono ormai da anni: “un centro come quello di Piano Torre genera solo disgregazione e clandestinità, dato che sempre più ospiti decidono di abbandonarlo, perdendo di vista la propria istanza di protezione perché le condizioni di vita al suo interno non sono sostenibili”.

Il presidio a Isnello è terminato quando è stato comunicato che i cinque ragazzi che erano stati allontanati saranno collocati, come loro diritto, in una struttura SPRAR di seconda accoglienza e che mercoledì un rappresentante della Prefettura sarà al centro per confrontarsi con gli altri ospiti. “Speriamo – concludono dall’associazione – che senza ulteriori rallentamenti si avvii il processo verso quella che sembra l’unica soluzione praticabile: la chiusura del centro ed il trasferimento degli ospiti in strutture idonee, dove possano ad esempio proseguire il percorso scolastico che molti dei ragazzi giovani presenti hanno dovuto interrompere dopo che, al raggiungimento della maggiore età, hanno avuto la sfortuna di essere trasferiti nelle strutture di Piano Torre o di Baita del Faggio”.

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