Grasso che vola: il debutto di Liberi e Uguali

Per i molti, non per i pochi“. È con questo slogan, che l’assemblea programmatica di Liberi e Uguali, il partito della sinistra unita guidato da Pietro Grasso, si è presentata agli elettori quando la campagna elettorale in vista delle politiche del 4 marzo muove i primi passi.
Tanti, i leader del partito presenti all’assise convocata domenica 7 gennaio nella Capitale, dal presidente del Senato Grasso a Roberto Speranza, passando per Nicola Fratoianni, Pippo Civati, Pier Luigi Bersani e Laura Boldrini.
Nessuna preclusione sulle alleanze dopo il voto “escluse le destre”, ha precisato Bersani. Insomma, si guarda alle mosse del Pd, ma si strizza l’occhio anche al Movimento Cinque Stelle. Il leader del movimento politico, Pietro Grasso, ha sottolineato che “ogni minuto” della campagna elettorale sarà usato “per parlare ai cittadini delle nostre proposte. Lo faremo per ridare speranza al Paese con proposte serie e concrete a differenza delle irrealizzabili favole degli altri partiti. Se ne sono sentite: Renzi ha detto di voler abolire il canone Rai dopo averlo messo in bolletta. Berlusconi ne ha dette troppe, non riesco a pensare alla più clamorosa. Il discorso vale anche per Salvini e per i Cinque stelle. Siamo l’unica alternativa credibile”.
Ma a far discutere non sono le critiche agli altri, ma proprio le proposte avanzate da Grasso, a partire da quella di abolire le tasse universitarie, una misura che costerebbe “1,6 miliardi. Si tratta di appena un decimo delle risorse che l’Italia spende per finanziare attività dannose per l’ambiente. È una proposta concreta, realizzabile”. Ma che dagli avversari politici viene subito tacciata di demagogia.
C’è tanta Sicilia, all’assemblea nazionale di Liberi e Uguali, non solo per il leader Grasso, palermitano, ma anche per la presenza del vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Erasmo Palazzotto, dei senatori Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, del deputato regionale Claudio Fava. Presenti anche Mariella Maggio, Pino Apprendi, Antonella Monastra, Nadia Spallitta, Daniela Dioguardi, Luca Casarini, Bianca Guzzetta, Gandolfo Albanese.
A replicare alla proposta di Grasso sulle tasse universitarie è tra gli altri la dirigente dem Mila Spicola, palermitana anche lei, ripresa sui social anche dal sottosegretario alla Salute Davide Faraone. Secondo Spicola, “questo sarebbe un regalo ai ricchi. Le tasse universitarie non ci sono già più per gli Isee sotto i 13mila euro, esonero totale, e sono progressive fino a 35mila euro di Isee. Piuttosto, si dovrebbe fare una cosa più utile secondo me: dare anche i libri a chi è più povero e in forma progressiva un contributo. La Riforma delle tasse universitarie, con esonero totale per i poveri sotto i 13 mila euro di Isee, e tasse progressive fino a 35 mila euro di Isee è stata approvata nella finanziaria 2016, sotto il governo Renzi, ed è operativa dal 2017. I più non lo sanno, come dice Gentiloni troppa roba, #nuncesecrede, ma Grasso queste cose dovrebbe saperle perché era al Senato mentre si discutevano e approvavano. O si è concentrato solo sulla legge elettorale?”.