Una poltrona per due

Alongi e Pistorio candidati a sostituire Figuccia. Il posto più scottante di tutto il governo ha scatenato una lotta in casa Udc

La poltrona è la più scomoda delle dodici della giunta. In molti si dicono pronti a scommettere che dietro la resa di Figuccia non ci fossero soltanto le mire romane, ma anche una certa dose di difficoltà nella gestione del ramo più complesso dell’amministrazione regionale. Ma la morale della favola, ad ogni modo, resta nella grana d’inizio anno per Musumeci: l’assegnazione della delega all’assessorato all’Energia. Una poltrona, appunto, scomodissima, in cui bisogna fare i conti con l’emergenza rifiuti alle porta, le scarsissime speranze di poter trasportare i rifiuti all’estero, i livelli di differenziata ancora al palo, gli impianti fermi praticamente all’anno zero e le discariche ormai stracolme. Il suo uomo di fiducia, Musumeci l’ha già trovato e si chiama Salvo Cocina, ingegnere, già a capo della protezione civile e dell’ufficio speciale per la differenziata istituito da Crocetta, che già dalla scorsa settimana guida il dipartimento ai rifiuti. Resta la pedina politica.
Con l’Udc che non ha alcuna intenzione di cedere il posto in giunta. “Il partito terrà per sé la delega” assicurano dallo staff di Antonio De Poli. Sui nomi, invece, filtra che l’orientamento ufficiale del partito sarebbe in direzione di un tecnico. Ma nei retrobottega si mormora già parecchio. Al di là delle rassicurazioni sul profilo tecnico, la lotta fratricida sembra essere in corso, eccome. Protagonisti, due ex assessori di Rosario Crocetta (e non solo), che Musumeci non vuole in prima linea nella sua giunta, proprio per la continuità che rappresenterebbero rispetto al passato: Ester Bonafede, da una parte, Giovanni Pistorio dall’altra. Sullo sfondo, la composizione delle liste elettorali in vista delle politiche. E quel seggio sicuro dell’Udc al Senato. Conteso, ca va sans dire, dai due ex assessori regionali.
Così, sul fronte giunta regionale, Ester Bonafede, intanto, sponsorizzerebbe il nome di Pietro Alongi, primo dei non eletti in casa Udc a Palermo, già vicepresidente della commissione Ambiente all’Ars, componente dell’Antimafia guidata da Musumeci nella scorsa legislatura e assessore provinciale alla Legalità. Alongi, che è anche un ex poliziotto e un ex sindaco, ciliegina sulla torta, è un nome particolarmente gradito al primo inquilino di Palazzo d’Orleans. E sarebbe un “problema” in meno per Bonafede, che punta dritto al primo posto in lista per Palazzo Madama. Resta, però, il tema di Giovanni Pistorio, che Cesa e De Poli non vogliono certo lasciare scontento, rischiando una fuoriuscita pericolosa per il partito, a meno di due mesi dal ritorno alle urne. I prossimi, insomma, saranno giorni decisivi, per la giunta e per l’Udc, che in tempi ragionevoli dovrà proporre un nome a Musumeci. Prima che il governatore decida da solo, con buona pace degli alleati.

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