Omicidio Mattarella, nuovi accertamenti sulla ‘pista nera’ della Dda di Palermo

Avviati nuovi accertamenti dalla Dda di Palermo sull’omicidio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione siciliana e fratello del Capo dello Stato Sergio Mattarella, assassinato nel giorno dell’Epifania nel 1980 a Palermo. Non si è mai scoperto chi abbia ucciso il politico.

I nuovi approfondimenti su chi sparò a quello che era considerato l’erede di Aldo Moro, come scrive la Repubblica, prendono spunto da una targa e riaprono la pista seguita da Giovanni Falcone che portò a giudizio Giusva Fioravanti. L’uomo dei Nar fu però assolto da una corte di assise.

Il killer sparò con una pistola a Piersanti Mattarella e poi fuggì, salendo su una Fiat 127 dove l’aspettava un complice, anche lui rimasto senza nome. La pista neofascista, a partire dal ritrovamento nel 1982 di spezzoni di targhe in un covo dell’estrema destra a Torino, fu ipotizzata già nel 1989 dal giudice Loris D’Ambrosio in un report finito adesso, informa ancora Repubblica, alla Procura generale di Bologna che ha avocato a sé l’inchiesta sulla strage della stazione del 2 agosto 1980. I familiari delle vittime ritengono ci siano “elementi di prova che collegano come mandanti del delitto Mattarella e della strage di Bologna la P2 e spezzoni deviati dei servizi”.


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