La Sicilia è sull’orlo del fallimento – VIDEO

Aveva promesso che sarebbe diventata bellissima. Oggi convoca la stampa per parlare di conti e attrattività della Regione e ammette che “possiamo e dobbiamo diventare attraenti e appetibili”. Nello Musumeci sottolinea come “abbiamo ereditato una economia che oggi appare sostanzialmente stagnante e che non consente la crescita della Regione”.

Il rischio, anche se quella parola non viene mai pronunciata, è evidentemente il default: “Abbiamo trovato – sottolinea ancora il primo inquilino di Palazzo d’Orleans – una Regione con un disavanzo di 5,9 miliardi e un indebitamento di 8 miliardi e 35 milioni di euro. Sulle società partecipate non è stata fatta una ricognizione, così come manca una ricognizione del patrimonio, mi risulta che alcuni beni immobili non sono neppure stati catastati. Una ricognizione che su richiesta dei magistrati contabili, andava fatta entro la fine del 2017″.

A confermare la gravità della situazione, anche le parole dell’assessore all’Economia, Gaetano Armao, che a proposito del trasferimento di liquidità dallo Stato alla Regione, pari a un miliardo e 200 milioni di euro, ammette: “Adesso possiamo permetterci di raccontare un aneddoto: durante la famosa cena fatta in campagna elettorale con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a Catania, io dissi al presidente che in queste condizioni, se avessimo vinto le elezioni, non avremmo potuto pagare le tredicesime ai dipendenti“.

Intanto, all’appello mancano 480 milioni di euro per il 2018. “Tra minori entrate e maggiori uscite – ha spiegato Armao – abbiamo 894 milioni nel triennio”. Di questi, appunto, 480 milioni per il 2018, “di cui 255 minori entrate, 100 milioni da mancati versamenti da parte di Riscossione Sicilia, che ha trattenuto illegittimamente. Le maggiori uscite sono: 47 milioni per decertificazioni, 43 per debiti, 5 per maggiori oneri da società partecipate. Altri 30 milioni per altri debiti fuori bilancio. Per quest’anno finanziario chiuso siamo a 480 milioni di euro di debiti fuori bilancio complessivi“.

Insomma, un disastro. Senza considerare gli interessi che la Regione paga sui mutui contratti. “Abbiamo un debito consolidato di 8 miliardi – sottolinea ancora Armao – che costa 360 milioni di euro di interessi l’anno. Una Regione che ha come asset di sviluppo l’agricoltura, versa più soldi per pagare il proprio debito, più di quanto investa in agricoltura”.

In questo quadro, non sono pochi a chiedersi come si riuscirà a chiudere il bilancio consolidato per poi passare alla manovra finanziaria. Intanto il tempo scorre. E la scadenza dell’esercizio provvisorio al prossimo 31 marzo, considerata anche la campagna elettorale di mezzo, sembra essere praticamente dietro l’angolo…

 

Foto di copertina: Corrado Lannino © Studio Camera