“La mafia è cambiata”

Il ruolo dei sindacati nella lotta contro la criminalità organizzata: i leader nazionali al Giardino della Memoria nel giorno della cerimonia dedicata ad Accursio Miraglia

La memoria ha un ruolo fondamentale. Ci permette di sapere chi siamo. Nella logica dell’infinito presente, infatti, spesso ci si dimentica come si è arrivati a essere un Paese democratico, che si è ricostruito e ha conquistato la libertà. La memoria permette di ricordarsi in ragione di quali sacrifici e lotte tutto ciò è avvenuto, ecco perché è straordinariamente importante, ma lo è anche per avere gli anticorpi”. È Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a indicare il senso e il valore della memoria, a margine della breve cerimonia svolta questa mattina nel Giardino della Memoria di Ciaculli, all’estrema periferia di Palermo, dove è stato piantato un nuovo albero, in ricordo di Accursio Miraglia, il sindacalista della Cgil ucciso dalla mafia il 4 gennaio del 1947 a Sciacca, in provincia di Agrigento.

Camusso ha ricordato come la libertà “l’abbiamo conquistata anche grazie al sacrificio di tanti dirigenti del sindacato e delle Camere del lavoro di allora che combatterono criminalità organizzata e mafie per la libertà dei lavoratori. Avere gli anticorpi serve per reagire oggi quando si ripresentano fenomeni di sfruttamento che determinano l’arretramento del Paese. Avere gli anticorpi significa essere nella condizione di poter determinare un progresso che sia fatto di libertà, di uguaglianza, di democrazia”.

Però avverte anche: “La mafia oggi è cambiata. Non è più controllo del latifondo o della manodopera agricola, è entrata nel sistema degli appalti e gestisce attività finanziarie. I suoi interessi si sono moltiplicati e, in parte, internazionalizzati. Sono cambiate le logiche di controllo del territorio, ma restano ‘filoni’ di continuità, basti pensare ai caporali che sono esattamente una nuova forma di criminalità organizzata”.

Quali strumenti sono dunque necessari oggi per combattere la mafia? Secondo Camusso, serve “lo straordinario lavoro della forze dell’ordine e della magistratura, penso per esempio ai risultati ottenuti con la legge sul caporalato, ma anche alle azioni di contrasto alla criminalità che si svolgono lontano dalla Sicilia, nel Nord Italia dove si sono scoperte tutte le infiltrazioni e si è smesso di pensare che la mafia fosse solo una questione territoriale. Ma accanto al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, serve l’impegno di tutti, nessuno può ritenersi esente dalla lotta. La legalità nel lavoro è una delle condizioni che determina un clima positivo di contrasto”.

Per il leader della Uil, Carmelo Barbagallo “l’albero dedicato a Miraglia e a tutti i sindacalisti uccisi in questo luogo ha un significato ben preciso. Ci fa comprendere che le lotte sindacali contro la mafia sono servite a costruire una Sicilia migliore. Chi è caduto per la legalità e per la trasparenza non è morto invano”.

Secondo Andrea Cuccello, responsabile nazionale del dipartimento Giustizia, Sicurezza e Legalità della Cisl, “sindacalisti come Miraglia devono essere di esempio per tutto il Paese e non soltanto per la Sicilia. Con coraggio ha sfidato i boss dell’epoca e non si è piegato al volere dei mafiosi. La Cisl in questi anni ha creato e sostenuto azioni di contrasto alla criminalità organizzata. E continuerà a farlo”.

Intervista al sindacalista Andrea Cuccello (Cisl) dal Giardino dei giusti di Ciaculli, a Palermo

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Giovedì 4 gennaio 2018

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Giovedì 4 gennaio 2018

 

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