Euro, la memoria corta di Berlusconi

Continua da più di 15 anni il “mantra” dei presunti danni provocati dell’entrata in vigore dell’Euro in Italia nel 2002. Anche in questi giorni ormai preelettorali le vocine gracidanti e eccitate dei politichetti di giornata continuano a sostenere che l’Euro ha dimezzato il potere di acquisto e di sostentamento dei lavoratori, aumentando invece quello dei “padroni” e avvantaggiato la Germania, la cui moneta non subì alcun danno dalla conversione.
Lo dicono e lo ripetono le frange febbricitanti della nostra sinistra estrema, il Fatto Quotidiano e tutti i grillini (almeno sino a qualche giorno fa), i sovranisti, i casapoundiani e Forza Italia che, abbeverata alle sorgenti di pensiero dell’ineffabile Tremonti, che continua a sostenere che “l’arrivo dell’Euro ci ha portati al disastro” e anche l’imbalsamato excavalier Silvio Berlusconi, che riprende l’argomento per addebitare a Romano Prodi l’incapacità di difendere l’Italia negli accordi tra i 19 paesi dell’eurozona.
La cosa strana è che il Mago di Arcore si definisce nel contempo paladino dell’Europa e Leader del PPE. Tanto nella terra dei loti ormai si può dire ciò che si vuole, perché la “memoria politica” in Italia va indietro al massimo una settimana. [Leggi tutto]