Sicilia, la cultura non fa business: basso il Pil creato dal settore

Un immenso patrimonio culturale non sfruttato a dovere. La Sicilia viene bocciata dall’indagine condotta da Unioncamere e Symbola, “Io sono cultura 2017“, i cui dati, riferiti all’anno 2016, vedono la regione indietro per il Pil creato dal settore rispetto anche a territori più piccoli e con un patrimonio storico e artistico che non si può paragonare a quello siculo.

Nel 2016 in Sicilia sono stati prodotti 1,8 miliardi di euro dal segmento cultura, poco se paragonato ai 16 miliardi prodotti dalla Lombardia e ai 10 miliardi prodotti dalla regione Lazio.

Dal punto di vista occupazionale, la Sicilia vede impiegate nel settore cultura 38.404 persone. Impietoso un confronto con Lombardia e Lazio, dove vengono impiegate nello stesso settore rispettivamente 233.183 e 140.606 persone.

Anche il numero di imprese con un core culturale vede la Sicilia indietro rispetto alla altre regioni, con sole 16.355 aziende, un numero quasi quattro volte inferiore rispetto alla Lombardia, che raggiunge quota 61.231 aziende di settore.

In generale la Sicilia vede un’incidenza minima dalla cultura sul totale dell’economia: solo il 2,3%. Il Lazio, che è in testa nel rapporto di Unioncamere e Symbola, si attesta al 6,4%, la Lombardia al 4,9%. Anche il Val d’Aosta fa di meglio, con il 5%, così come il Trentino Alto Adige, con il 3,4%. Peggio della Sicilia solo Calabria (1,6%) e Basilicata (1,8%).

Per una regione che vede il capoluogo Capitale Europea della Cultura 2018, non proprio il migliore dei biglietti da visita.