Tutti i nodi del presidente

Il 2018 presenta subito insidie per Musumeci: il bilancio, la questione rifiuti, la sostituzione di Figuccia e una maggioranza sempre più risicata…

“Sarà per la nostra Isola l’inizio del cambiamento, lento ma inevitabile”. Così Nello Musumeci saluta il nuovo anno, mettendo i siciliani davanti alle difficili scelte che lo aspettano nel 2018. Un anno che per il primo inquilino di palazzo d’Orleans segnerà l’inizio del percorso di “risanamento” della Regione, a cominciare proprio dai conti. Che non tornano. La prima sfida sarà appunto quella della manovra finanziaria, anche a partire dai nodi irrisolti stralciati dall’esercizio provvisorio. Le difficoltà di certo non sono alleviate dalla situazione romana. Al contrario, con lo scioglimento delle Camere e le elezioni politiche fissate per il 4 marzo, il nuovo governo regionale alle prese coi primi problemi da risolvere, non avrà alcun interlocutore a Palazzo Chigi per i prossimi mesi.
Ma le grane di Musumeci non si fermano di certo al Bilancio, dove comunque può contare sull’esperienza già consolidata di Gaetano Armao, per la seconda volta ai vertici dell’Assessorato all’Economia. Al contrario dell’Assessorato all’Energia, dove – dopo l’addio alle armi di Vincenzo Figuccia – non c’è ancora una guida politica. Musumeci, che intanto mantiene ad interim la delega, ha già annunciato l’intenzione di delegare le competenze in materia di rifiuti alle ex Province, ma intanto dovrà decidere a chi assegnare la poltrona di viale Campania e poi bisognerà predisporre un nuovo disegno di legge, che dovrà superare l’esame dell’Aula. Dove la maggioranza non è proprio solidissima, e la stampella dem rischia di essere l’unica vera exit strategy. Intanto per le incognite dei due componenti del gruppo misto, Cateno De Luca e Tony Rizzotto. Ma anche per Vincenzo Figuccia, uscito dal governo in rotta di collisione con la maggioranza, il cui voto d’Aula a sostegno di Musumeci non è per niente scontato.
E ancora, la sanità, tra i nodi cruciali del nuovo anno targato Musumeci. Dalle stabilizzazioni dei precari ai nuovi concorsi, passando per la rete ospedaliera e la medicina del territorio, unica via possibile per disinnescare il corto circuito dei pronto soccorso e dei reparti d’emergenza, dove confluiscono anche i casi meno gravi, che potrebbero essere trattati invece in via ambulatoriale.
“Per questo – ammette Musumeci sui social – la sfida diventa difficile: troverò sulla mia strada affaristi, mafiosi, accattoni, ruffiani e politici senza scrupoli. Saprò dire tanti No. Ma ai siciliani perbene, al di là della loro appartenenza politica, chiedo di non lasciarmi da solo. Insieme ce la faremo”.