Nello Musumeci siciliano del 2017. Oscar alla carriera o miglior protagonista?

Alla schiacciante vittoria è seguita una falsa partenza e il governo sembra troppo condizionato dai partiti. Toccherà al presidente dare la sua impronta per non pagare la cambiale firmata ai siciliani…

La giuria popolare ha assegnato a Nello Musumeci l’oscar di Siciliano del 2017. Ma nel 2018 gli sarà assegnato anche il premio della critica? È questa l’unica incognita dopo lo straripante successo del 5 novembre. Musumeci non era il vincitore annunciato delle elezioni Regionali, anzi nonostante una campagna elettorale preparata per quasi 5 anni, sembrava destinato a vedere da lontano, per l’ennesima volta, il trono di Palazzo D’Orleans. Su lui incombeva l’ombra dei Cinquestelle, rivelatasi poi meno lunga del previsto, e anche quella di Fabrizio Micari. La candidatura del rettore dell’Università di Palermo aveva recuperato alla causa del Pd anche Leoluca Orlando, rivelatosi ancora incontrastato e incontrastabile sovrano ma di un regno esteso quanto la circonvallazione di Palermo.

E poi anche la ciurma di Musumeci non sembrava ispirare ottimismo: dall’Udc svuotato dai seguaci di Giampiero D’Alia e alla disperata caccia di forze nuove, al Cantiere Popolare di Saverio Romano che appena 5 mesi prima non aveva superato lo sbarramento a Palermo. Senza dimenticare Forza Italia le cui liste avevano un’impronta eccessivamente vintage, per non parlare delle polemiche sugli impresentabili che persino lo stesso Musumeci in corso d’opera non ha voluto scansare attirandosi anche bordate di fuoco amico. Ebbene, tutti quelli che sembravano handicap insormontabili, riuniti sotto le bandiere del fascista perbene si sono rivelati punti di forza.

Ha prevalso l’appeal del buon amministratore, dopo l’ingloriosa stagione di Rosario Crocetta&family, qualità che ha finito col benedire tutto il fronte degli alleati. Il 5 novembre Musumeci ha messo all’incasso il suo bonus e contemporaneamente ha firmato una cambiale in bianco con i siciliani: perché a tanta fiducia equivale una smisurata attesa. Da non tradire come ha fatto il suo predecessore.

La partenza non è stata delle migliori, il governo sembra poco del presidente e molto di più dei partiti e questo è un fattore di cui Musumeci potrebbe pentirsi presto. L’elezione di Miccichè qualche strascico l’ha lasciato, le dimissioni di Figuccia sono ancora una ferita aperta, l’ottimismo del 6 novembre, il giorno dopo lo scrutinio, rispetto alle tenuta in aula della maggioranza appare come la diapositiva delle vacanze estive da riesumare nelle fredde giornate autunnali, cioè poco più che un pallido ricordo. E ulteriore dimostrazione è stata la votazione dell’esercizio provvisorio. Davanti al Diventerà bellissima, almeno per ora, è d’obbligo mettere un se grande quando una casa. Ma nonostante tutto, nel consuntivo 2017, che per la politica siciliana resterà un anno da ricordare, Musumeci l’oscar lo merita per intero. Bisognerà vedere se soltanto alla carriera o come migliore attore protagonista.