Stop al turismo sessuale: la campagna di Fiori di Acciaio e Mete Onlus negli aeroporti italiani

Il drammatico fenomeno del turismo sessuale cresce a dismisura, non conosce ormai confini e ha sempre più per vittime i bambini. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, tre milioni di persone ogni anno viaggiano nel mondo per praticare turismo sessuale con minori, spesso abusando piccoli uomini e piccole donne, figli della guerra, della miseria e della povertà.

Eppure nonostante i dati raccontino che a due passi da noi si consumino questi orrori, ancora adesso si tende a sottovalutare la portata di questo dramma. Il basso livello di consapevolezza su questo crimine si riferisce alla sua natura nascosta, ma anche alla mancanza di informazioni affidabili, aggiornate e accessibili. Occorrerebbe avere maggiore coraggio nel parlare e far conoscere questo fenomeno.

La sensibilizzazione sull’atrocità del turismo sessuale è una delle prime azioni da compiere per stimolare le coscienze ed è questo lo spirito con cui ieri sera allo stadio Renzo Barbera, in occasione dell’incontro Palermo-Salernitana, gli spettatori hanno potuto leggere la scritta ‘STOP SEXUAL TOURISM – Progetto internazionale’, che annuncia la prossima campagna sociale dell’associazione culturale Fiori di Acciaio, insieme a Mete Onlus.

Al progetto hanno aderito Enac, Assaeroporti, Presidenza della Camera, Presidenza del Senato, Università degli Studi di Palermo, Protea Human Rights e l’Osservatorio Internazionale per le vittime di Tindouff. La campagna sociale di Fiori di Acciaio e Mete Onlus ha dato vita ad un poster che sarà presentato in anteprima al Senato il prossimo 16 gennaio con una conferenza stampa e sarà affisso in molti aeroporti italiani.

Il manifesto dal forte impatto visivo vuole essere un primo, forte atto di denuncia in una Nazione che, secondo l’ultimo rapporto di Ecpat Italia, è al primo posto come cliente di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo. Secondo lo studio dell’organizzazione internazionale che si batte contro lo sfruttamento sessuale, la maggior parte dei turisti sessuali italiani è di sesso maschile (90%) e di età compresa tra i 20 e i 40 anni, con un’età media di 27.

Non più solo il classico turista, ma a compiere il reato potrebbe essere un viaggiatore d’affari, un driver, un operatore umanitario, un espatriato, un membro di una missione di pace, un pensionato. A loro si aggiungono anche le donne e i minori – in aumento – che sfruttano e abusano di altri minori.