Scordato a Miccichè: “Chi è sazio non può capire chi sta a digiuno…”

Cosimo Scordato non è tipo che si arrende facilmente. Una volta lo chiamavano prete di frontiera, nel tempo in cui agli inizi degli anni ’90 era più che opportuno sottolineare la differenza tra chi esercitava il proprio ministero calando i dettami del Vangelo nel vissuto intriso di illegalità delle tante periferie di Palermo e chi si limitava ad Ave Maria, Padre Nostro e Amen. Perché puoi essere periferia, della legalità e del vivere civile, anche se sei nel cuore della città. Cosimo Scordato ha continuato ad essere prete di frontiera anche quando le frontiere hanno cominciato ad essere più valicabili perché senza un’azione quotidiana di etica dei buoni comportamenti basta poco a perdere il raccolto.

E in questo, purtroppo, talvolta la sua è una voce solitaria. Dura ma solitaria. La lettera aperta al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè, sugli stipendi d’oro dei super burocrati della Regione  né è l’esempio più recente. E non è stata sufficiente la replica di Miccichè a fermarne l’impeto. Anzi, padre Scordato si è concesso un bis, una seconda puntata persino più irriverente ma quanto mai opportuna.

La replica di Cosimo Scordato alla risposta di Micciche'Caro onorevole,La ringraziamo per l'attenzione che ha rivolto…

Pubblicato da Pio Mellina su Domenica 24 dicembre 2017