Sbatti Miccichè in prima pagina

Eccessivo, provocante, spesso al limite della gaffe: il leader di Forza Italia è stato sempre una manna per i titolisti dei giornali.

“Genio e sregolatezza”. Persino i suoi più vicini collaboratori lo definiscono così. Certo, Gianfranco Miccichè – da presidente dell’Assemblea o meno – non è un politico abituato a passare inosservato. Eccessivo, eccentrico, riesce sempre a trovare la chiave per avere un titolo. Per la verità, nella maggior parte dei casi, si tratta di titoli nati da gaffes o comunque da uscite un bel po’ sopra le righe. Come quando, nel 2012, si scagliò contro l’intitolazione dell’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino. “Meglio ad Archimede” disse in quel caso. Argomentando anche il suo pensiero e derubricando l’aver dato il nome dei due giudici a “una scelta di marketing sbagliata, per un territorio a vocazione turistica come il nostro. Non ci si presenta ai tanti turisti che la Sicilia accoglie con il sangue di una delle più profonde e, ancora non sanate, ferite della nostra terra”.

Ma il ritorno del commissario forzista dopo alcuni anni più defilati, ha da subito segnato una nuova ondata di dichiarazioni un bel po’ sopra le righe. A cominciare dalle amministrative, quando il giorno dopo la Caporetto di Ferrandelli ha congedato il suo candidato sindaco con un ferocissimo “sinceramente mi aspettavo che portasse più voti”.

Ancora, eccolo tornare in auge durante la campagna elettorale per le regionali, quando arrivò a paragonare i Cinque Stelle all’Aids. “Ricordate – ha detto – quando anche in Italia ci fu un gran caos sessuale, in cui tutti facevano l’amore con tutti? Poi spuntò l’Aids e questa cosa si fermò, si tornò a fare l’amore solo tra marito e moglie. Per questo credo sia un bene che, in un periodo di proteste, siano spuntati i 5 Stelle. Hanno fermato un momento di degrado della politica. Ma ora basta, ora fuori dai coglioni, ora bisogna tornare a governare seriamente”.

Appena eletto presidente dell’Assemblea, eccolo in conferenza stampa commentare la decisione di tenere in carcere Marcello Dell’Utri, parlando di “cattiveria infinita”.

“Sono stato zitto – ha aggiunto – perché mi hanno detto che dovevo essere votato ma ora parlo”. La scelta di lasciare Dell’Utri in carcere sarebbe secondo Miccichè “una cosa insopportabile, non umanamente ma istituzionalmente. Mi auguro che questo Paese reagisca, ma mi pare difficile”.
Miccichè ha convocato la stampa parlamentare questa mattina, per il tradizionale brindisi di Natale. E tra i corridoi del palazzo è già partito il toto scommesse: tirerà fuori un’uscita delle sue anche stavolta?