Pd, Rubino: “Chi vuole buttarci fuori ora ha nome e cognome”

“L’unità è un valore che si costruisce con i fatti e non con le belle parole”. Non si ferma la lotta fratricida in casa Pd dopo l’elezione di Giuseppe Lupo con 6 voti su 11 componenti del gruppo. Questa volta a rispondere è Antonio Rubino, responsabile organizzazione in casa dem, che replica al presidente regionale, Peppe Bruno.

Secondo Rubino, “avere contributo alla spaccatura del gruppo con l’elezione di soli 6 parlamentari non è un’azione tendente all’unità ma che contribuisce ad aumentare le divisioni interne, in un clima di scarsa chiarezza dopo il voto sul presidente dell’assemblea regionale. Ciascuno si assume le proprie responsabilità, soprattutto dopo le parole grosse di questi giorni. Se c’era il disegno di accompagnare alla porta un pezzo importante di questo partito, oggi questo disegno ha anche delle firme. Mi auguro che Matteo Renzi fermi questo tentativo il prima possibile”.

La replica di Rubino arriva appunto dopo le parole di Bruno, che ha ribadito dopo l’elezione di Lupo come ”l’auspicio sia che con l’elezione del capogruppo si chiuda una fase difficile e si avvii un percorso di coerente opposizione al governo regionale e di rilancio della nostra azione politica. La nostra base ci chiede serietà e responsabilità e non le continue liti sui giornali che non servono a nulla”.

Ma quello che sta avvenendo in questi giorni in casa Pd non sarebbe un incidente di percorso, ma “una precisa strategia romana che vuole portare il Pd su più miti consigli all’Ars in prospettiva di possibili accordi dopo le politiche”. Ne è convinto un altro dem pronto a schierarsi nel derby in corso in casa Pd, Antonio Ferrante.

”Alla luce di quanto accaduto oggi – aggiunge l’esponente dei Laburisti Pd – si spiega la richiesta di Cardinale di mostrarsi a chi, da Roma, sta gestendo le vicende dell’Ars senza il minimo scrupolo nei confronti di tanti militanti ancora sconcertati da quanto accaduto sabato, richiesta altrimenti incomprensibile da parte del leader di un altro partito che ha già dimostrato di essere stampella del centrodestra”.