Piscina Comunale, Lo Monaco (M5s): “Su assistenza bagnanti nessuna informazione”

Polemica infinita sulla piscina comunale. L’ultimo intervento da registrare è quello del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Viviana Lo Monaco: “Siamo ben consapevoli del fatto che sinora le Società sportive hanno lavorato non soltanto per portare avanti la propria attività, ma anche per sopperire alle inefficienze di una gestione dell’impianto inadeguata – si legge nella nota firmata dall’inquilina di Sala delle Lapidi – Ma siamo altrettanto convinti che non sia serio e credibile affrontare il problema della cronica mancanza di assistenti bagnanti comunali presso la piscina, dimenticando il lavoro svolto da molti di loro in tutti questi anni, che sinora hanno visto disattendere tutte le loro legittime aspettative”.

Lo Monaco spiega quanto messo in atto e le ragioni del personale rammarico: “In qualità di Consigliera comunale, componente della commissione sport – scrive –  proprio in questi ultimi giorni ho avuto modo di audire gli uffici preposti e di effettuare ben due sopralluoghi presso la piscina olimpica. Eppure, a nessuno di noi è stata anticipata la proposta che sarebbe stata oggetto di delibera appena due giorni dopo il nostro ultimo sopralluogo. Il Sindaco ha ritenuto di agire, certamente per il bene della città, ma dimenticando un passaggio – non dovuto per legge, ma ritengo di buon senso. Il lavoro di una intera Commissione consiliare si è visto così svuotato di senso, di fronte a questi scatti in avanti di Orlando”.

Il consigliere pentastellato elenca tutte le criticità dell’impianto: “Ma l’aspetto forse più significativo, che rischia di essere oscurato, in quanto l’attenzione è oggi sviata dal Protocollo d’Intesa – è l’opinione del consigliere comunale – è che i problemi e le criticità della piscina comunale di Palermo non attengono semplicemente alla carenza dei bagnini ma anche alla necessità di far ruotare il personale della biglietteria, a condizioni igieniche al limite della decenza, alla presenza di una sola unità femminile per la pulizia degli spogliatoi delle donne, al fatto che anche se le società sportive hanno i propri assistenti bagnanti, gli assistenti bagnanti comunali svolgono anche un ruolo di controllo sull’assegnazione delle corsie (della vasca) alle diverse società sportive; al fatto che i controlli sul personale Reset presente (in servizio totale 17) in piscina non possono essere effettuati dai capi impianto o altro responsabile comunale, bensì solo da un coordinatore Reset, che fa interventi a campione. Inoltre – prosegue – sempre Reset gestisce le ferie (o i trasferimenti) del proprio personale assegnato alla piscina comunale, senza un preventivo confronto con il capo impianto della piscina”.

“Inoltre, verificando il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi (redatto circa 10 anni fa e aggiornato il 17/02/2017) con riferimento al profilo dell’assistente bagnanti si legge che esso rientra nella ‘Area di attività culturale’ e ha le seguenti mansioni specifiche connesse al profilo: ‘Attività di vigilanza balneare nelle spiagge ricadenti nel territorio del Comune ovvero nelle piscine comunali. Attività di salvataggio e di soccorso’. Pertanto, stando a quanto inserito nell’allegato 3 (mansionario), a loro non spettano il montaggio e lo smontaggio delle corsie, né tantomeno la pulizia delle vasche. Quindi, a chi spetta la pulizia delle vasche? Risposta: a nessuno. Inoltre, la figura del Capo impianto non è prevista, quindi non regolamentata, nel suddetto mansionario”.

“Altre questioni critiche riguardano la manutenzione ordinaria (per la quale da tempo l’ufficio sport chiede invano un fondo dedicato internamente gestito, magari finanziato dai pur esigui introiti della pubblicità) e straordinaria (che avviene solo in occasione di grandi eventi), l’acqua calda non sufficiente per un guasto al boiler da mesi, etcW.

Non è la prima volta che l’Amministrazione comunale trova soluzioni nell’esternalizzazione di un servizio che non riesce a gestire. Circa sei anni fa, infatti, toccò ai tecnici-caldaisti: quelli comunali avanzarono alcune richieste di adeguamento economico e il Comune rispose stipulando un accordo a titolo oneroso con Amg. Tale accordo risulta però carente, in quanto mentre prima i tecnici comunali abbracciavano tutto l’impianto, adesso i tecnici Amg si attengono (giustamente) al protocollo in vigore con l’amministrazione”.

“Infine, ma non in ultimo, non posso non menzionare l’ultimo sopralluogo,durante il quale con la V Commissione avevamo ispezionato anche l’infermiera. Ebbene, stanza di primo soccorso inadeguatamente attrezzata. Cassetta di pronto soccorso quasi inesistente. Il materiale si dice che venga tenuto sotto chiave in direzione perché se lasciato in infermeria verrebbe indebitamente sottratto. La domanda viene da sé: perché non mettere delle telecamere nella sala antistante che riprendano l’armadietto? Come sempre risposte incerte e parziali. Con i colleghi abbiamo poi visionato gli armadi della stanza dei capi impianto dove si trovano i defibrillatori, trovandone due, uno con gli elettrodi scaduti dal 2015 (ma non lo sapevano) e l’altro funzionante (ma non distinto dall’altro)”.

“A questo punto – conclude Lo Monaco – la mia domanda è: quale futuro per la nostra piscina comunale? Qual è la visione? Come l’Amministrazione intende affrontare le criticità nel loro complesso?”.


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