Fausto Raciti, Ruggero Razza e quel libro colmo di ricordi

Correva l’anno 2008, forse 2009, e a Catania si facevano largo due giovani segretari di partito. Da una parte Fausto Raciti, allora segretario nazionale della giovanile del Pd, dall’altra Ruggero Razza, stesso ruolo apicale nella giovanile della Destra di Storace.

Di quei due ragazzi alle soglie dei trent’anni aveva scritto un giornalista siracusano. Due lunghe interviste speculari, tra sogni nel cassetto e progetti futuri. Si ritrovano oggi tra i corridoi del Palazzo della politica siciliana. L’uno deputato alla Camera e segretario regionale del Pd, l’altro assessore regionale alla Salute. “Dovrei avere ancora una copia della bozza di quel libro” dice Razza a Raciti. “Lo rileggerei volentieri”, replica l’esponente dem. Una stretta di mano e un abbraccio, poi le strade si dividono un’altra volta. Razza tra i banchi del governo, in attesa di eleggere il presidente dell’Assemblea, Raciti coi suoi, compatti fuori dall’Aula.