Natale sulla munnizza

Il sistema dei rifiuti é al collasso. E dal Ministero temono i giorni caldi delle feste: “Potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso”

Più che di portare doni, Nello Musumeci dovrà chiedere quest’anno a Babbo Natale di portarsi indietro la munnizza. Perché il countdown è ormai partito e già a Natale potrebbe essere emergenza, tra cassonetti strapieni e discariche al collasso. Che il sistema dei rifiuti in Sicilia sia ridotto ormai al lumicino non è un mistero per nessuno e lo stesso primo inquilino di Palazzo d’Orleans non si nasconde dietro la proverbiale foglia di fico, ammettendo invece la criticità della situazione.

Ma sui tempi finora è stato un mistero. “Bisogna trovare soluzioni in fretta” si continua a ripetere tra i corridoi dell’assessorato di viale Campania a Palermo, guidato da Vincenzo Figuccia. Ma il rischio oggettivo è che il collasso possa già arrivare a fine anno con il previsto e prevedibile incremento dei rifiuti, tra cenoni, pranzi di famiglia e regali da scartare. Nel giro di un paio di settimane, quella produzione ben al di sopra della norma potrebbe rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso. E che manda in tilt l’intero sistema dei rifiuti.

Qualunque soluzione strutturale in campo di gestione dei rifiuti è comunque da prevedere per il medio e lungo periodo, sia che si parli di differenziata, sia che invece si pensi agli inceneritori (termine dal quale Musumeci per l’intera campagna elettorale si è tenuto alla larghissima). Ma l’emergenza è letteralmente dietro l’angolo e i rimedi vanno trovati a strettissimo giro.

Non è un caso che a volare a Roma dal ministro Gian Luca Galletti non sia andato il solo assessore Figuccia, ma sia intervenuto lo stesso Musumeci. Già, perché al di là della funzione assessoriale pro tempore ricoperta da Figuccia, la responsabilità dell’igiene pubblica resta sulle spalle del governatore. Che dovrà decidere quale indirizzo politico dare a un sistema rimasto terra di nessuno per troppo tempo (a cominciare dall’interlocuzione tra la Regione e i Comuni) e quale tipo di soluzione tampone scegliere per scongiurare l’emergenza.

Da ambienti vicini al ministro filtra anche l’ipotesi della nomina di un commissario straordinario. Ma al momento sembra trattarsi soltanto di una delle opzioni in campo.

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