Ars, è guerra per le poltrone

Miccichè è l’unico che sembra al sicuro. Si litiga, invece, per le vicepresidenze e per le commissioni.

Tra i due litiganti, a goderne potrebbero essere i Cinque Stelle. I tempi stringono, alla fine di questa settimana inizierà ufficialmente la diciassettesima legislatura e tra i corridoi del Palazzo è corsa all’ultimo incontro, all’ultimo vertice, all’ultimo accordo, per arrivare alla data del 15 dicembre con le cariche già assegnate informalmente, in attesa dell’ufficialità che verrà data dall’Aula. Pochi dubbi ormai sull’elezione del commissario forzista Gianfranco Micciché alla presidenza di Sala d’Ercole, mentre sulle vicepresidenze le partite aperte restano ancora molte.

Nella maggioranza di governo, i lombardiani di Palazzo spingono ancora sul nome di Roberto Di Mauro. Difficile, però, portare a casa l’ennesimo risultato dal momento in cui la lista dei Popolari e Autonomisti ha portato a casa tre assessori (Roberto Lagalla, Toto Cordaro e Mariella Ippolito). Il nome che guadagna quotazioni in queste ore è invece quello di Giusy Savarino, di Diventerà Bellissima. Per la seconda vicepresidenza, invece, ecco che si allontana l’ipotesi di un nome dem. A contendersi la poltrona, nelle scorse settimane, sono stati Luca Sammartino e Giuseppe Lupo. Ma all’interno del gruppo non ci sarebbe ancora l’accordo, motivo per il quale dalla maggioranza si guarderebbe con maggior interesse al gruppo dei Cinque Stelle “decisamente più compatti, anche se non c’è ancora un’interlocuzione formale”, si lasciano sfuggire alcuni esponenti vicini a Musumeci.

Intanto si delinea il volto della nuova Assemblea anche rispetto ai gruppi parlamentari, che – almeno nella maggioranza – saranno guidati dagli stessi deputati che nelle settimane di formazione della giunta si sono visti sfilare da sotto il naso l’assessorato. Così a guidare il gruppo di Forza Italia sarà Giuseppe Milazzo, a capo di quello di Diventerà Bellissima, Alessandro Aricò, in casa Udc, ecco Margherita La Rocca Ruvolo, mentre al gruppo degli Autonomisti e Popolari manca ancora l’ufficialità, ma ad avere la meglio dovrebbe essere – per lo stesso principio – proprio Roberto Di Mauro.

Si cerca ancora l’accordo sulle Commissioni (un nuovo vertice di maggioranza dovrebbe tenersi domani), anche se sembra sfumata l’unica certezza dei giorni successivi al voto. Non sarà Riccardo Savona a guidare la Commissione Bilancio, perché “non si è mai verificato – filtra ancora dalla maggioranza – che lo stesso partito che esprime l’assessore al ramo, indichi anche il presidente della Commissione di merito in Assemblea”. In questo caso, a sedere su una delle poltrone più ambite del Palazzo potrebbe essere invece Giorgio Assenza.

Le presidenze delle Commissioni, in ogni caso, andranno tutte alla maggioranza, nonostante il tentativo malcelato di qualche big in casa Pd di puntare a guidarne una. L’unica eccezione, perché sembrerebbe essere particolarmente gradita a Musumeci, potrebbe essere quella di Claudio Fava alla guida della Commissione Antimafia (ad oggi l’ex candidato alla presidenza della Regione è ancora formalmente il vicepresidente di San Macuto). Un’ipotesi rispetto alla quale lo stesso Fava non si sbilancia, mettendo però a disposizione dell’Assemblea le proprie competenze.

Intanto in casa Pd una prima resa dei conti è ormai vicina. Rientrato in Sicilia per provare mettere ordine tra i diversi mal di pancia, il segretario dem Fausto Raciti avrebbe convocato i parlamentari del gruppo per una riunione informale, domani al quartier generale di via Bentivegna a Palermo. Se si arriverà a un accordo, mercoledì potrebbe essere convocato formalmente il gruppo in Assemblea per l’elezione del capogruppo dem.