Se le riserve sono queste

Se le riserve sono queste, viva le riserve! Quali riserve? Penso a Trajkovski, così sbertucciato quando gioca al “Barbera” che tutti ormai pensavamo di doverlo dar via a gennaio al miglior offerente. Ma siccome la tecnica non si improvvisa, e semmai è un talento naturale, quando Corini , due mesi fa insieme a pranzo a Novara, mi chiese: “ Ma Trajkovsky perché non gioca?”, io gli risposi: “ E ti meravigli? Perché è ‘na atta!”.
Lui non ebbe neanche bisogno che io traducessi (visto che a Palermo è quasi di casa, dopo i cinque anni da giocatore e i due mesi da allenatore e una moglie palermitana purosangue che, evidentemente, ogni tanto gli dà lezioni di dialetto palermitano) e subito rispose: “ ‘Na atta? Non sai quanto ti sbagli tu e tutti quelli che la pensano come te… Trajkovski tecnicamente è il più forte giocatore che ha il Palermo!”.
“E allora perché non ce lo dimostra… Una volta.. Una volta sola, basta… Poi non parlo più!”.
“Il Genio” scoppiò a ridere e, tra un gorgoglio e l’altro, concluse: “Lui ha solo bisogno di fiducia e soprattutto di ricevere da chi di dovere gli stimoli giusti… E poi vedrete!”.
Già, gli stimoli! Sono più importanti della stessa tecnica per vincere. Nel calcio e nella vita. E Tedino, lavorando alacremente, parlando poco e badando ai fatti, sta facendo un ottimo lavoro, perché con lui tornano all’ovile giocatori che sembravano… dispersi: penso a Jajalo, penso a Chochev, penso a Embalo…
E poi penso ai polacchi, arrivati questa estate: “ Ma chisti, cu su’?”, era la domanda che ci facevamo tutti, aggiungendo, senza tante perifrasi: “E con illustri sconosciuti come questi avissimu a ghiri in serie A?”.
Tedino sa parlare con ciascuno dei suoi giocatori, sa come motivarli, altrimenti non si spiegano così tanti … redivivi.
Non si spiega altrimenti che Trajkovsky gioca bene nella sua Nazionale e segna gol bellissimi , poi gioca al “Barbera”, prende solo fischi e si smonta e Tedino è costretto a sostituirlo. E magari relegarlo in panchina e affidarsi al suo prudente 3-5-1-1, con Tedino dietro l’unica punta, Nestorovski. Col risultato, evidente per tutti, che, se non segna “Il Nesto” il Palermo resta a bocca asciutta.
E allora aveva ragione il grande “Barone” Nils Liedholm, che diceva: “ Mancano diversi titolari? Che importa? Saremo in campo in undici, come gli avversari!”.
E a Bari siamo andati con tante, cosiddette, riserve: mancavano Jajalo e Chochev, mancava Murawski, mancava soprattutto il bomber Nestorovski. E tutti a mettersi le mani nei capelli. Tranne Tedino, novello Liedholm, che, giusto alla vigilia, tra le tante cose “normali” dette, ha aggiunto: “Ci mancheranno alcuni titolari ma abbiamo lavorato bene questa settimana e quindi sono fiducioso che non li rimpiangeremo!”.
Insomma, il bravo ex Pordenone non si piange addosso, non cerca alibi. Mai. Lui crede solo al lavoro e alla disciplina. Quella morale, soprattutto, perché di certo lui non è un sergente maggiore e preferisce il dialogo ai… cazziatoni. Ha raccolto le forze rimaste, le ha assemblate prima nello spirito e poi nella tattica, spiegata dettagliatamente a ciascuno di loro e alla fine, ha detto : “Ragazzi, credeteci!… Dipende tutto solo da voi!”.
E la lezione si è subito materializzata nel grande Stadio della Vittoria con una prestazione superba, fatta non solo di accortezza tecno-tattca ma anche di umiltà e spirito di sacrificio. E il Bari è rimasto a guardare e già nel primo tempo la partita la facevamo noi e, quando finalmente, capitan Rispoli l’ha sbloccata con un destro secco dei suoi, il Bari, sospinto dai suoi magnifici tifosi (Ah, l’avessimo noi, che invece possiamo contare solo sull’abnegazione degli ultras della Curva Nord, superiore e inferiore!) si è gettato all’attacco ed è stato infilzato prima dalla saetta destra di Trajkovski e poi dalla fucilata da fuori area all’incrocio dei pali di Coronado.
3-0 per il Palermo, che ci sta tutto, se pensiamo che Posavec ha dovuto effettuare un solo intervento “serio” in tutta la partita.
Difesa insuperabile, centrocampo inedito che sembrava giocasse insieme da sempre (Dawidowicz, play basso, compreso) e il duo Embalo-Trajkovski, subito spine ai fianchi della lenta e compassata retroguardia pugliese. Una traversa del macedone, un paio di incursioni di Coronado, il Bari dell’ex Grosso ( e di Brienza e Cassani) tutto rattrappito nella sua metà campo… Ma il risultato non si sbloccava. Non solo. Al 25’ uno scontro aereo tra Busellato ed Embalo mandava quest’ultimo … all’ospedale. Sembrava un sinistro segnale del destino: non bastavano gli infortunati assenti ma ce n’era ancora un altro. Abbiamo colto la desolazione nel volto di tedino, inquadrato dall’operatore Sky in primo piano: “Speriamo che sia finita …”.
Insomma, sembra proprio che le avversità rafforzano lo spirito di gruppo creato da mastro Tedino, certo è che nella ripresa il Palermo si è scatenato e ha messo in ginocchio quella che a detta di tutti è un’aspirante più che certa per la promozione diretta in serie. E non solo: quella che nelle ultime sette partite interne aveva fatto en plein di vittorie di punti.
A questo punto, mi chiedo: “ Che ci vuole a riempire lo stadio sabato prossimo contro la Ternana?….”.
Ah, già, vero: prima che al campo dobbiamo pensare alle aule del tribunale, dove verrà discussa la causa sull’istanza di fallimento, promossa dalla Procura. Se è così, siamo fuori strada perché il Palermo di Tedino ha tanta voglia, tanta rabbia che non lo fermano neanche i giudici