Una “Blue economic zone” per il futuro del Mediterraneo

Distretto della PescaUna “Blue economic zone” nel Mediterraneo per superare la cosiddetta “guerra del pesce” che negli ultimi 50 anni ha provocato 3 morti e 27 feriti colpiti dal fuoco di militari di Paesi rivieraschi. Al bilancio si aggiungono anche 300 pescatori prigionieri detenuti nelle carceri di Libia, Tunisia, Egitto ed Algeria. La proposta è giunta da Mazara del Vallo, dal “Distretto della pesca e crescita blu” e dal suo organismo scientifico, l’Osservatorio della pesca del Mediterraneo.
“L’Osservatorio della pesca del Mediterraneo è un luogo di dialogo – ha detto il Presidente del Distretto, Giovanni Tumbiolo – e oggi riunisce il “condominio” del Mediterraneo nel quale le diverse Nazioni con le loro istituzioni scientifiche e produttive discutono dell’economia del mare Mediterraneo. La nostra idea attraverso la Blue economic zone, è quella di creare tanti piccoli cluster lungo le sponde sud del Mediterraneo coordinati attraverso i principi della Blue economy, filosofia produttiva che divulghiamo dal 2009 insieme con la Regione, che guarda alla lotta alla pesca illegale, agli sprechi e alle discriminazioni produttive. La nostra idea è quella di creare regole comuni e progetti condivisi per costruire insieme il futuro del Mediterraneo”.


Widget not in any sidebars