La sentenza di Falcone

Strade, ferrovie, investimenti: l’assessore regionale alle Infrastrutture auspica una sinergia con il governo nazionale. E indica le opere prioritarie

L’infrastrutturazione della Sicilia è ancora troppo indietro rispetto alle possibilità che dovrebbe avere questa terra”: parole del segretario del Pd Matteo Renzi, che ha concluso la sua visita di due giorni nell’isola. L’analisi del segretario del Pd trova d’accordo anche l’assessore del governo regionale alle Infrastrutture e ai trasporti Marco Falcone, che però invita ad accantonare la stagione delle polemiche e guarda a un rapporto di collaborazione con il governo nazionale guidato da Paolo Gentiloni: “Vero è che sulle infrastrutture la Sicilia sconta un grande ritardo, che abbiamo anche contestato al governo che ci ha preceduto – esordisce Falcone -, ma oggi noi apriamo una nuova stagione“.

E già sono state poste le fondamenta per un rapporto di collaborazione: “Mercoledì c’è stato un proficuo incontro con il ministro Graziano Delrio al quale – ricorda Falcone – ha partecipato anche il presidente Musumeci. Abbiamo colto l’occasione per fare delle richieste“. Quali? “In primis la conclusione del terzo e ultimo stralcio della Libertinia Licodia, la strada che collegherebbe la Catania Ragusa con la Catania Palermo. A questa si aggiunge il ripristino della tratta ferroviaria Caltagirone-Gela. Inoltre – prosegue Falcone – abbiamo chiesto un aumento del trasferimento statale per sottoscrivere il contratto di servizio con Trenitalia. Questo consentirebbe di avere una qualità del servizio e dei collegamenti ferroviari vicina a quella prevista dagli standard europei”. Una notizia che arriva proprio quando i sindacati di categoria chiedono a Falcone, con una lettera, di intervenire per arginare la crisi del settore.

E per il reperimento dei fondi? Sotto questo aspetto il ministro Delrio, dice Falcone, si è dimostrato disponibile a collaborare: “In particolare  per le prime due cose, che sono spese in conto capitale, abbiamo parlato della riprogrammazione dei fondi di sviluppo e coesione – spiega Falcone -, mentre per l’aumento del contratto di servizio ci sono maggiori difficoltà perché si tratta di spese correnti. Delrio – assicura l’assessore – ci ha detto che ci verrà incontro”.

Insomma, le premesse per una collaborazione, nonostante le diverse appartenenze politiche, sembrano esserci tutte: “Con il governo nazionale dobbiamo aprire un rapporto che non è di contrapposizione, ma di collaborazione istituzionale“, dice esplicitamente Falcone. “Il presidente Musumeci lo vuole e lo vogliono i cittadini. Facendo crescere la Sicilia mettiamo in moto l’intero sistema Paese Italia. Siamo tutti d’accordo che il passato debba essere archiviato – conclude l’assessore – e che occorra guardare al futuro”.

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