Girolamo Di Fazio: “Il Commissario non è stato bocciato”

L’ex Commissario straordinario della Città Metropolitana di Palermo Girolamo Di Fazio in merito all’articolo intitolato: “Il commissario bocciato che firma una promozione“, ha voluto inviare una sua rettifica.

“L’articolo da voi pubblicato esordisce definendo ’’bocciato’’ un Commissario, e pertanto poco competente, che promuove un dipendente.
Il Commissario non è stato ‘’bocciato’’, ma dal Tribunale Amministrativo è stata sospesa l’efficacia del provvedimento della Regione Siciliana, che lo nominava; stessa sorte hanno avuto altri commissari nominati nei capoluoghi i di provincia.
L’articolo continua affermando che a beneficiare del provvedimento del Commissario, che istituisce l’alta professionalità, è un dipendente di cui si riferisce titolo professionale, nome e cognome, ed indica cifre di eventuale retribuzione.
Ciò è privo di fondamento, perché il provvedimento adottato, autorizza l’Amministrazione soltanto a ricercare al suo interno una professionalità che possa assolvere al compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, nessun nome è stato fatto, nessuna indicazione è stata data, pertanto ’’nessun decreto ad personam’’.

Solo per completezza di informazione si specifica che lo scrivente si è insediato come Commissario della Città Metropolitana di Palermo il 20 ottobre c.a., che ha avviato diverse iniziative tra cui piace ricordare il servizio di trasporto, assistenza igienico sanitaria e comunicazione per tutti gli studenti svantaggiati della provincia, con l’avvio al lavoro di circa 150 unità di operatori sanitari ed autisti che da tempo attendevano di riprendere l’attività lavorativa malgrado l’anno scolastico fosse iniziato da tempo.
Nella prima metà di novembre è stato esitato, previa approvazione del Collegio dei Revisori il bilancio annuale di previsione, strumento indispensabile per tutte le attività amministrative”.

Ovviamente, sottoliniamo che l’espressione “il commissario bocciato” non può che essere intesa in riferimento all’annullamento del provvedimento di nomina da parte del Tar, com’è spiegato chiaramente nella frase d’apertura dell’articolo.
La notizia da noi riportata era che i rappresentanti sindacali hanno protestato contro la mancata concertazione prima del provvedimento di istituzione, motivando la protesta con l’affermazione che la decisione sarebbe illegittima per due motivi: perché in sè comportebbe delle precise conseguenze e sposterebbe risorse senza aver prima avuto sentito la Rsu, e perché adottata “da un Commissario che il Tar ha dichiarato illegittimo”. L’articolo riporta una manifestazione di dissenso da parte dei rappresentanti dei lavoratori e non un giudizio di merito del giornalista sulla vicenda, e ne confermiamo pertanto ogni virgola.